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Milleproroghe e ultime novità sul SISTRI

By Sicurezza AmbientaleNo Comments

Il Parlamento, in data 23/02/2017 a seguito della conversione del Decreto Milleproroghe ex D.l. 244/2016 del 30/12/2016, ha validato la formulazione dell’articolo 12, comma 1 che dispone i termini relativi al rinvio del subentro del nuovo gestore SISTRI alla data più vicina e comunque non oltre il 31 dicembre 2017.

Inoltre:

  • Restano non applicabili le sanzioni che puniscono l’omesso o erroneo tracciamento SISTRI dei rifiuti movimentati;
  • Continua l’applicazione della riduzione del 50% sulle sanzioni relative alla mancata iscrizione del SISTRI e/o il mancato pagamento del contributo relativo;
  • Continuano ad applicarsi gli obblighi di tracciamento della movimentazione dei rifiuti tramite registri di carico e scarico, formulari e MUD e le relative sanzioni relativamente alla loro erronea compilazione.

 

novità sistri gara consip

 

Relativamente al nuovo gestore, la gara a procedura ristretta, indetta da Consip per l’affidamento in concessione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti,  è stata di nuovo aggiudicata a RTI Almaviva S.p.A – Telecom Italia S.p.A – Agriconsulting S.p.A..

Le 3 società, dopo essersi aggiudicate la gara in data 04 agosto 2016, avevano subito un ricorso dalla società Exitone s.p.a. – in proprio e nella qualità di mandataria del costituendo RTI con Dedalus s.p.a. e Lutech s.p.a. – per l’annullamento e sospensione del provvedimento con il quale la Consip aveva aggiudicato la procedura per l’affidamento in concessione del sistema SISTRI per il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) in favore del RTI capitanata da Almaviva S.p.A..

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio aveva respinto l’istanza cautelare e fissato per la trattazione della causa una pubblica udienza del 25 gennaio 2017.

Il Tar afferma che, secondo quanto documentato dalla Consip, il provvedimento di aggiudicazione disposto in favore del RTI Almaviva è stato annullato, in via di autotutela.

Ritenuto che tale circostanza renda improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso principale e che analoga sorte abbia, per conseguenza, anche quello incidentale, pertanto definitivamente pronunciando sul ricorso lo dichiara improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

L’improcedibilità dello svolgimento della causa, ha prodotto l’aggiudicazione della gara alla RTI Almaviva Spa – Telecom Italia Spa – Agriconsulting Spa.

 

sistri proroga 2017

SISTRI, le sanzioni slittano ancora!

By Sicurezza AmbientaleNo Comments

Il Decreto Legge 30 dicembre 2016, n. 244, ormai famoso con il nome di “Milleproroghe”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30/12/2016, ha esteso la moratoria sulle sanzioni operative previste per il SISTRI prorogandole per la quarta volta.

Dal primo gennaio 2017 sarebbe infatti dovuto venir meno il doppio sistema di registrazione (cartaceo e informatizzato) per i rifiuti speciali pericolosi e sarebbero scattate le (salatissime) multe per tutti gli operatori restii al nuovo adeguamento.

L’avvio del sistema di tracciamento telematico dei rifiuti industriali viene quindi prorogato fino al subentro del nuovo concessionario e comunque non oltre 31 dicembre 2017  e, conseguentemente, anche il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti.

 

sistri proroga 2017

 

È altresì prorogato fino al subentro del nuovo concessionario e comunque non oltre il 31 dicembre 2017 anche il dimezzamento delle sanzioni concernenti l’omissione  dell’iscrizione al Sistri e del pagamento del contributo per l’iscrizione stessa, come riportato al Art. 12 comma (a seguente:

…“Fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del concessionario individuato con le procedure di cui al comma 9-bis, e comunque non oltre il 31 dicembre 2017, le sanzioni di cui all’articolo 260-bis, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 aprile2006, n. 152, sono ridotte del 50 per cento.”…

Si evidenzia che, ad oggi, il Ministero dell’Ambiente, non ha ancora completato la procedura della gara per il nuovo gestore.

Il motivo risiede nella mancata firma del decreto che assegna la gestione del sistema al raggruppamento che lo scorso agosto ha vinto la gara – formato da Telecom, Almaviva e Agriconsulting – a causa di un ricorso al Tar del Lazio sulla gara stessa, relativo ai criteri utilizzati per l’aggiudicazione della gara, presentato dal raggruppamento temporaneo d’imprese arrivato secondo nella procedura di aggiudicazione.

A novembre è stata discussa l’istanza cautelare e i giudici amministrativi hanno fissato per il prossimo 25 gennaio la decisione nel merito.

A seguito di questa situazione di stallo è da evidenziare inoltre la mancata convocazione, ormai da alcuni mesi, con le associazioni delle imprese di categoria, del Tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione del SISTRI, istituito presso l’ufficio di Gabinetto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai sensi dell’art. 11, comma 13, del decreto-legge n. 101 del 2013 come modificato dal Decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 1 luglio 2016 “Istituzione del Tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione del SISTRI”.

In conclusione, anche per il 2017, si prospetta lo scenario già proposto per l’anno appena trascorso, ovvero:

 – il doppio regime per i rifiuti speciali, che prevede la registrazione sia cartacea che informatizzata ed il conseguente stop alle sanzioni per il mancato adeguamento alle procedure di tracciamento informatizzato.

 – l’obbligo di versare il contributo di adesione al Sistema, per il quale sono invece previsti controlli e sanzioni in caso di mancato pagamento.

Nuovo regolamento Sistri?

By Sicurezza AmbientaleNo Comments

Con il decreto n.78/2016 del 30 Marzo (pubblicato in GU n.120 del 24-5-2016), il Ministero dell’Ambiente ha emanato un Regolamento sul funzionamento e l’aggiornamento del SISTRI.

Il Decreto, al momento della sua entrata in vigore, fissata per l’8 Giugno abroga il DM 18 febbraio 2011, n. 52, il precedente”Regolamento recante istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti“.

Ma, fino all’approvazione delle procedure operative (attraverso specifico decreto ministeriale da emanare – vedi art. 2 del DM 78/2016) si applicano le procedure indicate nei manuali e nelle guide rese disponibili nel sito SISTRI, previo visto di approvazione del Ministero dell’ambiente (art. 23 del DM 78/2016).

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Sempre con decreto ministeriale da emanarsi saranno disciplinati termini e modalità per la sospensione degli obblighi di installazione e di utilizzo delle black box ed eventualmente anche dei dispositivi USB ad esse collegati previa verifica di sostenibilità tecnico-economica condotta dall’Agenzia per l’Italia digitale con l’attuale concessionario del sistema SISTRI, senza oneri a carico del Ministero dell’ambiente.

Verrà infine anche disciplinata la rimodulazione dei contributi dovuti dalla categoria dei trasportatori.

Il nuovo Regolamento interesserà le procedure operative necessarie per l’accesso al SISTRI, l’inserimento e la trasmissione dei dati, le modifiche  relative alla revisione dell’entità dei contributi a carico dei soggetti che aderiscono al SISTRI su base volontaria.

Al fine di intensificare l’azione di contrasto alle attività illecite di gestione dei rifiuti, le informazioni detenute dal SISTRI, gestite dall’Arma dei Carabinieri, potranno essere rese disponibili  anche ad altri organi deputati alla sorveglianza e all’accertamento degli illeciti nonché alla repressione dei traffici illeciti e degli smaltimenti illegali dei rifiuti.

Il nuovo Regolamento Sistri amplierà inoltre il novero dei soggetti tenuti ad aderire al SISTRI e regolerà gli obblighi derivanti dall’applicazione del SISTRI, ovvero le  procedure di adesione, ed il contributo per l’iscrizione (versato entro il 30 Aprile dell’anno al quale i contributi si riferiscono) nonché le procedure di consegna dei dispositivi.

Verranno inoltre inserite disposizioni relative al monitoraggio degli impianti di trattamento di rifiuti iscritti al SISTRI ed al trattamento della gestione di categorie speciali di rifiuti, alle procedure di emergenza, disposizioni specifiche per gli autotrasportatori e per gli impianti di recupero e smaltimento di rifiuti urbani.

Altre disposizioni interesseranno le procedure per l’assolvimento degli obblighi dei produttori di rifiuti, le comunicazioni al SISTRI, le procedure semplificate per la delega operativa e la convenzione con il gestore del servizio di raccolta o con la piattaforma di conferimento e la disciplina del catasto dei rifiuti.

Dopo aver visionato il nuovo Regolamento emanato dal decreto n.78/2016 del 30 Marzo, sono tante le novità interessanti relative alle nuove disposizioni prese in considerazione.

D’altro canto riteniamo comunque importante poter esprimere un giudizio complessivo sull’argomento non appena saranno approvate le procedure operative previste da uno o più decreti del Ministro dell’Ambiente.

mud 2016

MUD 2016: poche novità in attesa del SISTRI

By Sicurezza AmbientaleNo Comments

Il 30 Aprile è una ricorrenza nota per coloro che effettuano la dichiarazione ambientali sui rifiuti.

Anche quest’anno, difatti, si dovrà procedere alla compilazione del modello per la dichiarazione riferita all’anno 2015.

In attesa dell’effettiva operatività del SIStema di controllo della Tracciabilità dei RIfiuti (SISTRI), la cui entrata in vigore è prorogata al 31 Dicembre 2016, sarà necessario procedere con le consuete modalità di comunicazione dei rifiuti prodotti o gestiti nell’anno di riferimento precedente a quello della comunicazione.

Quali novità rispetto agli anni precedenti?

L’approvazione del Modello Unico di Dichiarazione (MUD) ambientale per il 2016, intervenuta mediante la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 Dicembre 2015 del DPCM 21 dicembre 2015 conferma, essenzialmente senza modifiche, il precedente modello di cui al DPCM 17 Dicembre 2014; la presentazione del MUD entro il 30 aprile 2016 avverrà pertanto con modulistica e istruzioni già utilizzate per le dichiarazioni presentate nell’anno 2015.

Nonostante le medesime modalità operative di presentazione quest’anno si dovrà, in ogni caso, porre attenzione alla compilazione per via di alcuni interventi normativi introdotti riferiti alla gestione dei rifiuti, quali in particolare: Decisione (UE) n. 955/2014 nuovo elenco dei rifiuti e del Regolamento (UE) n. 1357/2014 sulle nuove regole per la classificazione dei rifiuti.

Proprio a fornire chiarimenti in merito a tali aspetti sono intervenuti alcuni approfondimenti dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) utili ad effettuare una corretta compilazione del MUD 2016 come prevista dal DPCM del 21 Dicembre 2015. Alcuni dei chiarimenti forniti da ISPRA riguardano:

  • Nuovo elenco dei rifiuti: ai fini della presentazione del MUD 2016 occorre fare riferimento all’elenco dei rifiuti di cui all’articolo 7 della Direttiva 2008/98/CE allegato alla Decisione della Commissione 2014/955/UE;
  • Integrazione per MUD Comuni: la trasmissione dei dati sulla raccolta dei rifiuti urbani, assimilati e di quelli raccolti in convenzione deve essere effettuata esclusivamente per via telematica, tramite l’apposito sito www.mudcomuni.it predisposto da Unioncamere, compilando le specifiche schede e moduli;
  • Compilazione informazioni sui materiali: viene chiarito che laddove l’autorizzazione, in regime ordinario, specifichi che il gestore produce materia prima seconda (MPS), questa dovrà essere inserita nella scheda materiali, in conformità quindi ai regolamenti europei riferiti all’end of waste.
  • Impianti di trattamento mobile: i soggetti che gestiscono impianti mobili di smaltimento o di recupero devono presentare una dichiarazione unica con riferimento a tutte le attività svolte nel corso delle campagne autorizzate, sul territorio nazionale. La dichiarazione è presentata con riferimento alla sede legale dell’impresa, indipendentemente dal luogo di tenuta dei registri, indicando nei moduli RT il soggetto che ha conferito il rifiuto, anche se coincidente con lo stesso dichiarante.
  • Integrazioni al MUD RAEE: si specifica l’obbligo della Comunicazione Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche da presentarsi solo dai soggetti coinvolti nella raccolta e nel trattamento dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs n. 49/2014; coloro che gestiscono rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche non rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. n. 49/2014 sono tenuti a compilare esclusivamente la Comunicazione Rifiuti;
  • Rifiuti da costruzione e demolizione: vengono fornite alcune indicazioni circa la corretta compilazione del MUD da parte delle imprese che svolgono attività inerenti i rifiuti da costruzione e demolizione. Tali chiarimento costituiscono altresì specifica risposta alle richieste avanzate dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) con la lettera del 8 aprile 2016.

Modalità di invio

I soggetti obbligati di cui all’art. 6, c.2 della L. 70/1994, dovranno utilizzare il consueto modello dunque per le dichiarazioni da presentare da parte dei soggetti tenuti alla comunicazione dei dati sui rifiuti entro il 30 Aprile 2016. Ovviamente i dati saranno riferiti all’anno 2015.

In base al DPCM del 21 Dicembre 2015 il MUD  ambientale è articolato in Comunicazioni che devono essere presentate dai soggetti tenuti all’adempimento, in particolare:

  • Comunicazione Rifiuti speciali[fusion_builder_container hundred_percent=”yes” overflow=”visible”][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][1] – riferita a:
    • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
    • Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
    • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
    • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
    • Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall’articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).
  • Comunicazione Veicoli Fuori Uso
    • Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.
  • Comunicazione Imballaggi
    • Sezione Consorzi: CONAI o altri soggetti di cui all’articolo 221, comma 3, lettere a) e c).
    • Sezione Gestori rifiuti di imballaggio: impianti autorizzati a svolgere operazioni di gestione di rifiuti di imballaggio di cui all’allegato B e C della parte IV del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152
  • Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
    • soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 151/2005.
  • Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
    • soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.
  • Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
    • produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento.

Le seguenti Comunicazioni prevedono una presentazione esclusivamente via telematica:

  • Comunicazione Rifiuti
  • Comunicazione Veicoli fuori uso
  • Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
  • Comunicazione Imballaggi, sezione Consorzi
  • Comunicazione Imballaggi, sezione gestori rifiuti da imballaggio

La spedizione telematica alle Camere di commercio deve essere effettuata tramite il sito www.mudtelematico.it. Il dichiarante deve spedire un file organizzato secondo le specifiche riportate nell’Allegato 4 al DPCM. Il file può essere prodotto con il software messo a disposizione da Unioncamere o con altri software che rispettino le specifiche dell’Allegato 4.

Non sono valide ai fini di legge, dichiarazioni inviate con altre modalità, quali ad esempio, supporti magnetici. (NO: floppy, CD, chiavette USB, moduli cartacei diversi dal modello semplificato).

Le dichiarazioni inviate erroneamente in queste modalità non saranno acquisite e dovranno essere ritrasmesse in via telematica effettuata tramite il sito www.mudtelematico.it.

Semplificazioni

Si evidenzia, inoltre, che i soggetti che producono nella propria Unità Locale, non più di 7 rifiuti per i quali sono tenuti a presentare la dichiarazione e, per ogni rifiuto, utilizzano non più di 3 trasportatori e 3 destinatari finali, possono presentare il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale su supporto cartaceo, tramite la Comunicazione Rifiuti Semplificata riportata in Allegato 2 al DPCM.

La Comunicazione Rifiuti semplificata deve essere compilata utilizzando la modulistica cartacea disponibile sul sito mud.ecocerved.it oppure attraverso la nuova procedura di compilazione disponibile sul sito di Ecocerved. In questo caso il dichiarante inserirà i dati tramite apposita applicazione web e poi stamperà la Comunicazione.

Le Comunicazioni Semplificate devono essere spedite alla Camera di commercio competente per territorio all’interno di apposito plico sul quale devono essere riportati i dati identificativi della dichiarazione come da schema riportato nell’Allegato 6; ogni plico deve contenere la relativa attestazione di versamento dei diritti di segreteria.

La Camera di commercio competente è quella nel cui territorio ha sede l’unità locale cui la dichiarazione si riferisce. La presentazione alla Camera di commercio deve avvenire mediante spedizione postale a mezzo di raccomandata senza avviso di ricevimento.

Utilità: sito istituzionale – http://mud.ecocerved.it/

Software: http://www.isprambiente.gov.it/files/software/mud/setup_mud2016.exe

Altri chiarimenti: http://mud.ecocerved.it/Home/AssistenzaEQuesitiMud

… aspettando il SISTRI

In attesa dell’entrata in vigore del SISTRI, quindi fino al 31 Dicembre 2016 (nuovo termine identificato dal DL 210/2015, convertito con legge 21/2016), nei confronti dei soggetti obbligati ad aderirvi non trovano applicazione le sanzioni previste dagli articoli 260-bis e 260-ter, del d.lgs. 152/2006 e s.m. e i. , relative agli adempimenti previsti.

Nel transitorio, al fine di garantire comunque una tracciabilità dei rifiuti, si continueranno ad applicare i preesistenti adempimenti ed obblighi, previsti dagli articoli 188, 189, 190 e 193, del d.lgs. n. 152/2006 e s.m. e i., nella formulazione previgente alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 205/2010, e le relative sanzioni.

In definitiva, dunque, durante il periodo transitorio è chiesto agli operatori di procedere in una gestione parallela degli adempimenti previsti ossia garantire la nuova gestione informatizzata della tracciabilità dei rifiuti (adempimenti SISTRI) ed effettuare, nel contempo, la consueta gestione cartacea composta dalla tenuta dei registri di carico e scarico, dai formulari di trasporto e la compilazione della dichiarazione annuale al catasto dei rifiuti.

[1] Si ricorda inoltre che la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 prevede che le imprese agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile, nonché’ i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02 assolvono all’obbligo di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, attraverso la compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei formulari di trasporto.

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Sistri rifiuti

SISTRI News: sanzioni (forse) in arrivo

By Sicurezza AmbientaleNo Comments

SistriDopo che agli operatori erano state concesse diverse proroghe per prendere dimestichezza con il sistema attraverso l’applicazione di una sorta di doppio regime che prevede l’utilizzo dei documenti cartacei insieme alle procedure informatiche, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, non vede più proroghe all’orizzonte.

Già prima dell’estate il ministro aveva annunciato:

“Entro la fine di quest’anno vogliamo raggiungere il nostro obiettivo: dotarci di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti tecnologicamente avanzato, efficace e in grado di rappresentare per le imprese, le cui istanze sono state pienamente recepite, la garanzia di operare nella trasparenza e nella legalità”.

Conto alla rovescia per un Sistri 2, nuove tecnologie in nuove mani ma i tempi sono ristretti

Semplificazione, eliminazione dei registri cartacei e riduzione dei costi per le aziende, sono le priorità ribadite più volte dal ministro, che su questa linea aveva dato indicazioni per eliminare le black box e le chiavette Usb, colpevoli di avere messo in crisi gli operatori, e sostituirle con “altri dispositivi elettronici più efficaci”.

Su questa linea sta lavorando la Consip, a cui è stato affidato il compito di trovare un nuovo concessionario che sviluppi tecnologie alternative e gestisca un Sistri 2 attraverso un bando europeo pubblicato a giugno scorso del valore di 260 milioni di euro.

L’azienda che si aggiudicherà l’appalto pertanto dovrà sviluppare queste tecnologie alternative oltre a riprendere in mano quello che era il sistema di tracciabilità e ridefinirlo secondo le nuove direttive.

Sistri news …?

A pochi mesi dalla scadenza stabilita però ancora non si hanno notizie, nemmeno sulla conclusione delle procedure di gara. Ci chiediamo a questo punto come sarà possibile rispettare queste tempistiche.

L’ultima novità che è venuta da Galletti è che “il ministero sta valutando la possibilità di introdurre un contributo di iscrizione simbolico per gli aderenti volontari” e d’altro canto pare voglia estendere il sistema a tutte le tipologie di rifiuti.

Da aprile scorso peraltro era scattato l’obbligo di versare il contributo annuale dopo che il ministro aveva previsto l’obbligo di adesione al Sistri solo per le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti.

Dopo alcuni mesi dall’ultimo upgrade continuano ad arrivare chiarimenti sulle procedure da seguire e sul sito del Sistri è pubblicato un nuovo aggiornamento della guida di supporto all’utilizzo dell’applicativo “Gestione azienda”.

Insomma è evidente che la situazione è caotica né tantomeno sembra preannunciarsene una più chiara a breve.

La CNA ha stimato che per le piccole e medie imprese il costo di questo sistema è di 3.500 euro, molto maggiore all’attuale sistema cartaceo.

Intanto, secondo le indicazioni del Ministero, il sistema deve essere utilizzato così com’è, visto che gli operatori ne hanno già sopportato i costi.

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Milleproroghe, il Sistri slitta al 2016

By Sicurezza Ambientale3 Comments

Milleproroghe : nuove scadenze ambientali per la tracciabilità dei rifiuti

Il decreto Milleproroghe, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 31 dicembre 2014, ha previsto lo slittamento al 1 gennaio 2016 delle sanzioni relative al Sistri. Ciò per permettere “la tenuta in modalità elettronica dei registri di carico e scarico e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati nonché l’applicazione delle altre semplificazioni e le opportune modifiche normative».

Slittano invece solo al 1 febbraio 2015 le sanzioni per il mancato pagamento del contributo annuale.

Viene confermato dunque l’emendamento presentato a novembre, tanto atteso come avevamo scritto su questo sito il 19 novembre, e le aziende avranno dunque tempo per adeguarsi al nuovo sistema mantenendo per ora il doppio binario.

Approvazione del Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD) per l’anno 2015

Vista la ancora non piena operatività del Sistri è stata approvata la nuova modulistica da utilizzare per la dichiarazione ambientale (Mud) che gli interessanti dovranno effettuare entro il 30 aprile 2015 con riferimento ai rifiuti gestiti nel corso del 2014.

Il modello unico approvato con Dpcm 17 dicembre 2014  sostituisce i precedenti e sarà utilizzato fino all’entrata in operatività del sistema Sistema di controllo dell tracciabilità dei rifiuti (Sistri).

Aggiornamento: le ultime sistri news

GESTIONE DEI RIFIUTI: SISTRI PRESTO OPERATIVO

By Sicurezza Ambientale, VarieNo Comments

Aggiornamento 2016: ultime Sistri news

Dal 1° gennaio 2015 il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) sarà operativo e si passerà al nuovo regime di tracciamento rifiuti pena l’applicazione delle sanzioni previste in caso di violazioni dal Dlgs 152/2006 (“Codice ambientale”).

A meno che non intervengano ulteriori ripensamenti, i soggetti obbligati dovranno iniziare il trasferimento dei dati relativi alla gestione dei rifiuti al Sistri tramite dispositivi elettronici (chiavetta Usb e black box). A regolare il modo di utilizzo di questi strumenti è il cosiddetto “Testo unico Sistri” dm 52/2011 in attuazione del dlgs 152/2006. Il dispositivo Usb è necessario per compilare on line e firmare elettronicamente le schede presenti nel portale Sistri, mentre la black box deve essere attivata sul veicolo di trasporto a inizio viaggio per consentire di tracciare tramite satellite il percorso effettuato dai rifiuti e la sincronizzazione dati con il Sistri a fine operazioni.

A 5 anni dalla nascita del Sistri, ideato per informatizzare l’intero ciclo dei rifiuti speciali e di quelli urbani della Campania con lo scopo di semplificare procedure e adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese, molte sono state le polemiche e i ripensamenti proprio a causa delle difficoltà di applicazione da parte delle imprese.

Al Sistri arriverà il flusso di dati relative alle attività sui rifiuti: produzione, movimentazione, conferimento a impianto di trattamento ed eventuali attività di intermediazione e commercializzazione. Il vecchio “registro di carico e scarico” è sostituito dalla scheda “area registro cronologico” e al posto del vecchio“formulario di trasporto” c’è la scheda “area movimentazione rifiuto” che deve sempre accompagnare il trasporto dei rifiuti.

Nel sito Sistri è disponibile un simulatore per esercitarsi all’utilizzo del sistema per le movimentazioni dei rifiuti.

SISTRI:CONFERMATA SOSPENSIONE, NESSUN PAGAMENTO PER IL 2012

By Sicurezza Ambientale, VarieNo Comments

La legge 134/2012, di conversione del DL n 83/2012, entrata in vigore il 12 agosto 2012, conferma la sospensione del SISTRI, senza apportare alcuna modifica al Decreto convertito.

Il termine di entrata in operatività del Sistema SISTRI, fissato al 30 giugno 2012, è sospeso fino al compimento delle verifiche e comunque non oltre il 30 giugno 2013, unitamente ad ogni adempimento informatico relativo al SISTRI da parte dei soggetti tenuti all’iscrizione.

E’ confermata quindi anche la sospensione del pagamento dei contributi dovuti dagli utenti per l’anno 2012. La legge prevede che le imprese devono sottostare alla disciplina, anche sanzionatoria, vigente antecedentemente all’entrata in vigore del decreto legislativo del 3 dicembre 2010, n. 205: dovranno quindi compilare e conservare i registri di carico e scarico e i formulari senza dover accedere al SISTRI.

Rimangono quindi prive di effetto le modifiche operative introdotte dal DM 25 maggio 2012 n. 141 pubblicato sulla G.U. del 23 agosto 2012.

In particolare non ha effetto quanto previsto dal D.M. in relazione all’obbligo di pagamento dei contributi entro novembre 2012. La legge 134/12 infatti sebbene anteriore, prevale per il criterio della gerarchia delle fonti: per il 2012 quindi non và versato alcun contributo.

Le numerose modifiche apportate dal D.M. 141/12 rimangono per il momento inattuabili, essendo UNA LEGGE DA FONTE PRIMARIA DEL DIRITTO RISPETTO AD UN Decreto Ministeriale CHE è FONTE SECONDARIA.

COSA DEVE SAPERE CHI SI ACCINGE A COMPILARE IL MUD

By Sicurezza Ambientale, VarieNo Comments

Sistri e mud, tra ritardi e ripristini

Tra le tante modifiche, il protrarsi dell’avvio dell’operatività del Sistri, (arrivato all’ennesimo rinvio, stavolta al 30 giugno), ripristina giocoforza anche l’obbligo di presentazione della denuncia annuale del MUD che, per i rifiuti speciali pericolosi prodotti nell’anno 2011, dovrà essere presentato entro il 30 aprile.

Le opzioni a disposizione dei produttori iniziali di rifiuti e dei gestori di impianti di recupero e di smaltimento, per presentare la “Comunicazione Sistri” sono pertanto nuovamente due e la conferma indiretta della possibilità di utilizzare la vecchia modulistica,  abrogata a suo tempo dal Dlgs n. 205/2010 e dal DPCM del 23 dicembre 2011, senza però predisporre una nuova procedura,  è la diffusione del software ufficiale per la compilazione mediante i siti web delle Camere di commercio.

I moduli cartacei erano in effetti stati aboliti ma ci troviamo ancora in assenza di una procedura ufficiale alternativa.

Quindi, come compilare il mud?

Risulta, momentaneamente, ripristinato il file cartaceo, come peraltro già consentito lo scorso anno, dalla circolare 2 marzo 2011 del ministero dell’Ambiente e le citate due opzioni risultano:

 1.    Comunicare i dati relativi al 2011 attraverso il portale Sistri, compilando online il “Mudino”  oppure

2.    Utilizzare i vecchi moduli e le modalità di presentazione previste dal DPCM 27 aprile 2010.

E di conseguenza, l’accesso al portale Sistri verrebbe ad essere riservato ai delegati Sistri dell’impresa o dell’ente, con l’esclusione quindi dei consulenti e delle associazioni imprenditoriali nel caso tali soggetti non siano state delegati secondo le modalità di legge.

E’ la stessa storia che si ripete:

1 il Sistri non è ancora a regime e le imprese ne stanno chiedendo da tempo al governo  il blocco:  in particolare quegli operatori che hanno già pagato per le varie iscrizioni   e che hanno dovuto adeguarsi al passaggio alla registrazione on line di tutte le operazioni di gestione dei rifiuti.

2. Il problema non è  legato solo alle gravi difficoltà per molti utenti del settore nel capire il funzionamento dei nuovi dispositivi (chiavette USB, black box, etc.),ma soprattutto alle pecche del nuovo sistema di tracciabilità che, in molte occasioni come anche nel corso dei passati Click Day, ha messo in luce una non corretta funzionalità.

Nella fattispecie,  molte Associazioni di categoria (ad es. Confindustria, Rete Imprese Italia, Confapi, Confagricoltura, Alleanza delle cooperative italiane, Confederazione libere associazioni artigiane italiane etc.) hanno di recente inoltrato  una lettera al ministro dell’Ambiente chiedendo la sospensione del pagamento del contributo per il 2012, in  scadenza al oramai vicino 30 aprile.

Non è certo la prima volta che si ha sentore di questo tipo di richiesta e non è neanche la prima volta che le istituzioni vengono vivamente invitate a riflettere su come non poche imprese siano passate alle azioni legali per ottenere il risarcimento delle quote già versate negli anni passati a fronte di un sistema contorto e di difficile gestione mai peraltro andato a regime.

Non è cambiato nulla rispetto all’anno scorso, dunque, quando gli stessi moduli vennero utilizzati alla stessa maniera sebbene teoricamente aboliti.

Va ribadito che in ogni caso che il portale Sistri è pertanto, come già detto, riservato soltanto ai delegati delle imprese/degli enti e non ai consulenti e alle associazioni imprenditoriali se non, opportunamente delegati.

Costi del sistri: le aziende chiedono i danni

By Sicurezza Ambientale, VarieNo Comments

I costi del sistri e le ragioni delle aziende

70 milioni di euro è il costo sostenuto da 325.470 imprenditori italiani per iscriversi al Sistri, il sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi, acquistare oltre 500mila chiavette usb e quasi 90mila black box e montarle sui propri mezzi.

Oltre ai costi per formare il personale ed organizzare ad hoc le attività produttive, insomma per adeguarsi ad un sistema in realtà mai partito.

Mettiamoci in più le difficoltà che le aziende affrontano in questo momento e si capisce perché le associazioni di categoria sono scese sul piede di guerra per ottenere tramite azioni legali la restituzione da parte del ministero dell’Ambiente di quanto le aziende hanno versato in questi ultimi due anni.

“Abbiamo sempre denunciato le inefficienze e gli inutili costi del Sistri per le imprese chiamate ad attuarlo – dichiarano Cna, Confartigianato, Casartigiani e Confesercenti – Chiediamo una revisione profonda e strutturale del sistema, per semplificare il quadro normativo e le procedure e rendere il Sistri uno strumento di semplice utilizzo, realmente efficace per contrastare le ecomafie e fondato su criteri di trasparenza ed efficienza. In attesa che il sistema possa davvero funzionare, intraprenderemo azioni legali necessarie nei confronti del ministero dell’Ambiente per restituire, alle nostre imprese, risorse che sono quanto mai importanti in questo momento di grave crisi”.

Si associa Confcommercio che chiederà il rimborso, non solo dei contributi Sistri finora versati, ma anche dei costi sostenuti dalle imprese aderenti per implementare il sistema di traciamento.

Il presidente della commissione consiliare Ambiente ed Energia di Confcommercio, Luigi Bianchi, spiega:

“Con l’azione giudiziaria chiederemo il ristoro degli effetti negativi sul sistema produttivo collegati all’introduzione del Sistri, tra i quali si evidenzia la restituzione del contributo versato negli ultimi due anni, per la parte relativa alla quota destinata a garantire il funzionamento di un sistema che non è mai divenuto operativo. In attesa che il sistema possa davvero funzionare l’azione si concretizzerà nella richiesta di risarcimento del danno quantificabile nella diminuzione del patrimonio dei soggetti tenuti ad iscriversi al Sistri a fronte del mancato funzionamento del sistema”.

Per avere un’idea di quanto ha inciso tutto questo su un imprenditore basti pensare che un trasportatore di medie dimensioni ha dovuto spendere nei due anni 35mila euro tra contributi versati, costi per montaggio black box e danno stimato per il fermo automezzi.

Intanto il Ministero va per la sua strada. Formazione, aggiornamento di documenti e altro sul sito ufficiale del Sistri dove ci sono persino informazioni per chi desidera partecipare, dal 28 novembre al 2 dicembre 2011, alla seconda sessione di corsi riservati alle officine interessate all’autorizzazione all’installazione delle black box.

Gli operatori del settore rimangono a guardare, in fondo il 9 febbraio è ancora lontano e, vista la situazione, probabilmente non rimarrà la data definitiva di inizio operatività del Sistri.

Il presidente di Confartigianato di Enna sottolinea che “sono sempre state denunciate le inefficienze e gli inutili costi del Sistri per le imprese obbligate ad attuarlo. Ed allora si chiede una revisione del sistema per semplificare le procedure e il quadro normativo e rendere il Sistri uno strumento di semplice utilizzo, realmente efficace per contrastare le ecomafie e fondato su criteri di trasparenza ed efficienza. Il paradosso, inoltre, sta nel fatto che ci sono titolari di imprese che due anni fa sono stati obbligati ad adeguarsi ad una norma che non è mai stata operativa per le inefficienze tecniche del sistema; tra questi ci sono imprenditori che hanno raggiunto i requisiti d’anzianità contributiva e quindi non esercitano più l’attività ma che comunque hanno sostenuto dei costi per un servizio mai utilizzato”.

La Confartigianato ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per spiegare in quale realtà si vive nel territorio siciliano ed ennese in particolare.

“Desta ancor più preoccupazione e delusione che il ministro, in quanto siciliana e consapevole della crisi che si vive nel territorio, non intervenga con norme a favore delle piccole imprese”.

 

 GRUPPO MAURIZI CAMBIA SEDE

 

La nostra Azienda è cresciuta negli ultimi anni e la nostra sede crescerà con noi.

Per fare spazio a nuovi progetti, clienti e collaboratori, abbiamo scelto una sede più grande.

Da lunedì 20 giugno potrai trovarci nel nostro nuovo Headquarter a questo indirizzo:

 

Gruppo Maurizi s.r.l.

Via Pellaro 22, 00178 Roma

 

A partire da tale data tutti i campioni del laboratorio dovranno essere spediti e/o consegnati al nuovo indirizzo.

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