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indicazione stabilimento di produzione obbligatoria

Lo stabilimento di produzione è realtà!

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Lo scorso 7 Ottobre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D. Lgs. 145 del 15/09/17 “disciplina dell’indicazione obbligatoria nell’etichetta della sede e dell’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento…”

La notizia era ormai nell’aria ed ha fatto seguito ad un lungo iter normativo che ha portato, dalle iniziali richieste delle associazioni dei consumatori, alla stesura di questo testo.

A partire dal 180° giorno dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, scatterà l’obbligo di indicazione per tutti gli operatori del settore alimentare interessati.

 

indicazione stabilimento di produzione obbligatoria

 

Gli alimenti immessi sul mercato o etichettati in maniera errata al momento dell’applicazione del Decreto, potranno essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.

Il Decreto è stato stilato con lo scopo principale di garantire al consumatore una completa informazione e di facilitare le operazioni di rintracciabilità dell’alimento da parte delle Autorità Competenti; non si applicherà tuttavia agli alimenti fabbricati o commercializzati in un altro Stato Membro  dell’Unione.

La sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento andrà indicata con la località e l’indirizzo dello stabilimento (es. Via della Repubblica, 12 – Roma); tuttavia l’indirizzo potrà essere omesso qualora l’indicazione della località consenta di identificare agevolmente lo stabilimento.

Ci saranno dei casi in cui l’obbligo potrà comunque venire meno, ed in particolare quando:

  • la sede coincida con quanto già obbligatoriamente indicato in etichetta ai sensi del Reg. U.E. 1169/11; vale a dire che se la produzione avviene nel medesimo stabilimento già riportato in etichetta quale “operatore responsabile”, l’indicazione dello stabilimento di produzione non sarà obbligatoria;
  • il marchio aziendale contenga la sede dello stabilimento.

 

Nel caso di azienda che possieda più stabilimenti, sarà consentito indicarli tutti quanti in etichetta, con l’accorgimento di individuare con chiarezza quello di effettiva produzione.

Permangono i requisiti di leggibilità previsti dal Reg. U.E. 1169/11 e cioè un carattere alto almeno 1,2 mm (o 0,9 mm per confezioni di ridotte dimensioni).

Il compito di irrogare sanzioni sarà affidato all’ I.C.Q.R.F. del Mi.P.A.A.F., mentre permane la facoltà per gli altri organi preposti, di accertare violazioni in merito.

Le sanzioni sono previste secondo te modalità:

  • mancata indicazione dello stabilimento di produzione, sanzione amministrativa da € 2.000 ad € 15.000;
  • mancata evidenziazione dello stabilimento esatto (in caso di azienda che possieda più stabilimenti), sanzione amministrativa da € 2.000 ad € 15.000;
  • mancato rispetto dei requisiti di leggibilità per l’indicazione dello stabilimento, sanzione amministrativa da € 1.000 ad € 8.000.

 

 

Stabilimento di produzione in etichetta… ci siamo

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Come abbiamo avuto già modo di scrivere a Maggio scorso, eravamo in attesa che il D.D.L. di delegazione Europea 2015 venisse approvato in via definitiva.

Oggi, 16 Settembre 2016, il testo è entrato in vigore come Legge 170/16.

Da adesso il Governo avrà i già previsti 12 mesi di tempo per delineare nuove norme in merito all’indicazione obbligatoria dello stabilimento di produzione o confezionamento e alle modalità di indicazione del lotto in etichetta.

 

stabilimento-di-produzione-in-etichetta

 

Quindi, entro Settembre 2017 dovremo aspettarci una piccola rivoluzione relativamente alle etichette dei prodotti alimentari, come già a suo tempo lo fu l’introduzione del Regolamento U.E. 1169/11.

Rimane ben inteso che qualsiasi misura adottata in tal senso dal Governo Italiano, dovrà essere presentata per approvazione alla Commissione Europea.

Sempre entro 12 mesi da oggi, il Governo dovrà adeguare il regime sanzionatorio in materia di etichettatura degli alimenti, alle disposizioni previste dal Regolamento U.E. 1169/11, ma in questo caso senza dover chiedere approvazione preventiva alla Commissione Europea.

stabilimento di produzione cassetta lettere

Stabilimento di produzione … si muove qualcosa!

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Aggiornamento 16/9/2016:

Il Decreto è stato approvato in via definitiva: leggi il nuovo articolo sullo stabilimento di produzione in etichetta.


La Camera dei Deputati ha appena approvato il Disegno di Legge di delegazione europea 2015, presentato in prima istanza dal Governo il 18 Gennaio 2016.

Tra i vari argomenti presentati, di particolare interesse risulta quanto scritto nell’Art. 4, in riferimento a due argomenti relativi all’applicazione del Reg. U.E. 1169/11 sull’informazione ai consumatori in campo di etichettatura alimentare:

  • L’indicazione obbligatoria dello stabilimento di produzione
  • Il regime sanzionatorio

Entrambi i provvedimenti potranno prevedere l’abrogazione di disposizioni nazionali relative a quanto già disciplinato dalla normativa europea (ora del definitivo e ufficiale pensionamento del vecchio D. Lgs. 109/92?).

Per quanto concerne lo stabilimento di produzione, verrà reintrodotta l’obbligatorietà di tale indicazione, con la possibile aggiunta dello stabilimento di confezionamento, se diverso. Le finalità sono principalmente una corretta informazione al consumatore e una maggiore facilità per gli organi di controllo di rintracciare l’alimento.

stabilimento di produzione cassetta lettere

La prima motivazione potrebbe risultare alquanto debole, dato che un consumatore medio trarrebbe un beneficio relativamente piccolo nel sapere se un alimento sia stato prodotto a Milano o  Roma; diversamente la seconda motivazione potrebbe essere molto valida laddove si dovesse risalire con celerità alle cause di una tossinfezione alimentare o altra emergenza simile.

Occorre ricordare in questa sede che il tanto compianto D.Lgs. 109/92, che aveva introdotto l’obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione, già non si applicava agli alimenti confezionati provenienti da altri Paesi per la vendita in Italia e riteniamo che la nuova norma non si potrà discostare troppo da questo approccio, per una questione che ricade nell’ambito dell’indicazione di origine e che va contro il libero mercato.

Curiosamente verrà data la possibilità in alcuni casi di indicare lo stabilimento di produzione con diciture, marchi o codici equivalenti, cosa che probabilmente non faciliterà la comprensione dell’informazione da parte del consumatore.

Per quanto concerne le sanzioni invece, la norma adeguerà il sistema sanzionatorio nazionale a quello europeo, individuando nell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi del Mi.P.A.A.F., l’Autorità Competente per l’irrogazione delle sanzioni.

L’attuale iter legislativo e burocratico tuttavia è ancora lungo.

Come detto, il D.D.L. è stato approvato dalla Camera dei Deputati e dovrà passare per l’approvazione definitiva in Senato; una volta ottenuta, la legge potrà vedere la luce e, a partire da quella data, il Governo avrà dodici mesi di tempo per emanare uno o più Decreti Legislativi che legiferino in merito ai due argomenti di cui sopra.

Tali Decreti Legislativi saranno adottati su proposta di diversi Ministeri (Sviluppo Economico, Salute, Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Economia e Finanze, Giustizia) oltre che della Conferenza permanente Stato Regioni.

Il cammino quindi è ancora molto lungo e gli ostacoli da superare sono molti; inoltre finora gli argomenti sono stati solamente accennati e dovremo vedere come saranno affrontati nella stesura definitiva delle norme; tuttavia questo può senz’altro rappresentare un primo passo in una direzione che molti aspettavano.

Ribadiamo che allo stato attuale nulla è ancora ufficiale; è possibile però comprendere almeno in parte il senso verso il quale il Legislatore nazionale si stia orientando.

 

 

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La nostra Azienda è cresciuta negli ultimi anni e la nostra sede crescerà con noi.

Per fare spazio a nuovi progetti, clienti e collaboratori, abbiamo scelto una sede più grande.

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Gruppo Maurizi s.r.l.

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A partire da tale data tutti i campioni del laboratorio dovranno essere spediti e/o consegnati al nuovo indirizzo.

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