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Valutazione stress lavoro correlato: le novità di fine anno

By Sicurezza sul LavoroNo Comments

Nel mese di ottobre 2017, a sei anni dalla prima emissione, l’INAIL ha pubblicato un aggiornamento della metodologia per la valutazione dello stress lavoro correlato in azienda attraverso la diffusione di un nuovo manuale d’uso, edizione 2017, in cui sono contenute tutte le novità della metodologia e della piattaforma online.

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Le principali novità

1. Modalità di registrazione – la registrazione permette alle aziende abilitate ai servizi online INAIL di utilizzare la piattaforma online messa a disposizione dell’Istituto stesso e quindi ottemperare all’obbligo di Valutazione del rischio da stress lavoro correlato ai sensi del D.lgs 81/2008 e s.m.i; la registrazione potrà essere eseguita direttamente dal datore di lavoro di un’azienda e/o da un suo delegato tramite ottenimento della credenziali dispositive

 

2. Fasi di lavoro: la metodologia prevede quattro fasi di lavoro ed in particolare:

  • Fase propedeutica
  • Fase preliminare
  • Fase approfondita
  • Focus Group

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In che cosa consiste la fase propedeutica?

La prima pagina da compilare è relativa ai dati aziendali che risulta già precompilata provenendo dall’anagrafica unica INAIL. Novità rispetto all’edizione precedente per la valutazione dello stress lavoro correlato è l’inserimento del codice ateco aziendale ed il campo relativo all’autorizzazione al trattamento dei dati.

La fase propedeutica, inoltre, consiste nell’individuare il gruppo di gestione della valutazione, i gruppi omogenei secondo la valutazione dei rischi aziendale, nello sviluppare un cronoprogramma dettagliato per singola fase ed, infine, nel prevedere un’adeguata informazione e formazione a tutti i lavoratori e figure riportate nell’organigramma aziendale.

 

In che cosa consiste la fase preliminare?

La fase preliminare si basa su una serie di liste di controllo arricchite rispetto alla versione precedente.

Ad esempio nella creazione della scheda relativa al singolo “gruppo omogeneo” viene richiesto di inserire anche l’informazione di numerosità, se trattasi di prima valutazione di stress lavoro correlato o aggiornamento ed il criterio utilizzato per l’identificazione del gruppo omogeneo in oggetto. Al termine della fase preliminare è prevista la firma delle figure che hanno partecipato alla stesura della lista di controllo.

 

In che cosa consiste la fase approfondita?

Alcune aziende, in base ai livelli di rischio riscontrati in fase preliminare per lista di controllo, devono passare alla fase approfondita che consiste nell’analisi delle percezione dei lavoratori relative ai fattori di contesto e contenuto del lavoro mediante la somministrazione del “Questionario strumento indicatore”.

I risultati relativi a tale fase di valutazione vengono raggruppati per dimensione organizzativa e viene riportato il punteggio medio per ciascuna domanda ad essa associata; per ciascuna tipologia di dimensione organizzativa viene riportato, quindi, sia il punteggio effettivamente ottenuto con la valutazione che l’obiettivo a lungo termine consigliato.

 

In che cosa consiste il Focus Group?

L’ultima fase di lavoro prevista dalla nuova metodologia di valutazione dello stress lavoro correlato consiste nell’individuazione degli interventi di miglioramento con una classificazione dei livelli di intervento e verifica dell’efficacia.

 

Che tipo di sanzione è prevista in caso di mancata valutazione dello stress lavoro correlato?

L’obbligo da parte del datore di lavoro di valutazione dello stress lavoro correlato è previsto ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. “Oggetto della valutazione dei rischi”.

In caso in inadempienza il datore di lavoro può essere sanzionato con un’ammenda da 2.192,00 a 4.384,00 euro ai sensi dell’art. 55 comma 3 del D.Lgs 81/2008 e smi.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla pagina INAIL di dettaglio.

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stress salute mentale 2015

Stress e lavoro: Giornata Mondiale della salute mentale 2015

By Sicurezza sul LavoroNo Comments

stress e lavoro

L’importanza della salute mentale e del benessere al lavoro viene anche riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in occasione della Conferenza Ministeriale sulla Salute Mentale del 2005.

Lo stress è uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni di tipo fisiche, psicologiche o sociali e deriva dal fatto che le persone non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative nei loro confronti.

L’individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, e queste possono essere considerate positive, ma di fronte ad una esposizione prolungata a forti pressioni egli avverte grosse difficoltà di reazione (Accordo europeo sullo stress sul lavoro dell´8 ottobre 2004).

Lo stress è una risposta “naturale”, “fisiologica”, “normale” dell’organismo (Eustress) che permette di affrontare situazioni problematiche o vissute come tali.

Se queste situazioni si presentano troppo spesso (ricorrenti), assumono caratteristiche di eccessiva difficoltà, durano troppo a lungo e diventano quasi croniche, allora lo stress assume caratteristiche negative (Distress).

Gli stadi che permettono di identificare l’evoluzione dello stress:

  • Allarme: modificazioni biochimico-ormonali, il corpo mobilita energie e risorse per difendersi in modo efficace;
  • Resistenza: l’organismo si riorganizza in senso stabilmente difensivo;
  • Esaurimento: si esaurisce la capacità di adattamento ed avviene il crollo delle difese.

 Lo stress è dannoso quando:

  • La stimolazione è troppo intensa
  • La stimolazione è troppo prolungata
  • Manca il recupero tra una stimolazione e l’altra
  • La stimolazione è di lieve entità, ma sotto soglia di consapevolezza (effetto accumulo)
  • Non è possibile sottrarsi alla stimolazione

Lo stress lavoro-correlato rientra, secondo l’art.28 del D.lgs. 81/08, all’interno di quei fattori che devono essere monitorati all’interno di un’impresa, al fine di salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori e la cui valutazione va inserita nel Documento di Valutazione dei Rischi.

La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato consiste nell’individuazione di indicatori, facilmente e chiaramente misurabili, delle manifestazioni esterne di stress in relazione alle condizioni di lavoro

Gli attori principali in questo processo sono:

  • il Datore di Lavoro (DDL),
  • il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP),
  • il Medico Competente,
  • il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

Gli indicatori dello stress possono essere riferiti a:

  • stress salute mentale 2015Elementi legati al contesto di lavoro, come gli orari, la pressione emotivi e psicologica, la natura dell’organizzazione e la sua cultura interna, le possibilità di partecipazione, etc.
  • Elementi legati al contenuto del lavoro, come la natura del compito, della mansione, la complessità, il contenuto stesso del lavoro e le competenze necessarie per svolgerlo.

La valutazione si basa su due tipologie di criteri:

  • Criteri oggettivi: assenze per malattia, assenteismo, turnazione, lamentele dai lavoratori
  • Criteri soggettivi: la percezione dell’ambiente di lavoro di ogni individuo, violenza e molestie di natura psicologica, problemi disciplinari, tensioni emotive e sociali tra i lavoratori.

Da queste due tipologie di criteri è possibile giungere ad una stima del rischio relativo allo stress lavoro-correlato.

La corretta metodologia d’individuazione degli elementi capaci di generare stress

  • identificare, nella maniera più oggettiva possibile, i fattori di stress legati al lavoro
  • individuare i lavoratori a rischio
  • intervenire suoi potenziali problemi di carattere disciplinare
  • realizzare un’adeguata documentazione sui rischi e sulle relative tecniche di miglioramento da mettere in pratica.

Un’accurata valutazione dello stress lavoro-correlato è, oltre che una buona pratica per la salute dei lavoratori, anche un ottimo modo per evitare cali di produttività dovuti alla non efficiente operatività dei lavoratori che, secondo molti studi, lavorano meno e peggio se in condizioni di stress.

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Malattie professionali in crescita mentre diminuiscono gli infortuni sui luoghi di lavoro

By Sicurezza sul LavoroNo Comments

Malattie professionali in crescita, infortuni in calo

Lo dicono i dati Inail appena presentati al governo: 663 mila le denunce presentate all’Istituto per gli infortuni nel 2014, in diminuzione di circa il 4,6% rispetto al 2013 e del 24% rispetto al 2010. Poco più di 437 mila gli infortuni riconosciuti “sul lavoro” di cui il 18% si sono verificati “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”.

  • 1.107 le denunce di infortunio mortale (erano state 1.215 nel 2013) e 662 i casi accertati “sul lavoro”, di cui 358 (il 54%) “fuori dell’azienda”.
  • 11 milioni circa le giornate di inabilità, con costo a carico dell’Inail, causate dagli infortuni sul lavoro con una media di 82 giorni per gli infortuni che hanno provocato menomazione e di 20 giorni in assenza di menomazione.

Si conferma l’andamento crescente delle malattie professionali

57.400 circa le denunce di malattie presentate nel 2014 (erano state 51.900 nel 2013), con un aumento del 33% rispetto al 2010. Solo al 35% di queste è stata riconosciuta la causa professionale.

Il 62% delle denunce ha riguardato malattie del sistema osteomuscolare, in crescita del 78% rispetto al 2010. Le denunce, sottolinea l’Inail, riguardano le malattie e non i soggetti ammalati che sono circa 43 mila, al 40% dei quali è stata riconosciuta la causa professionale.

  • 1.700 i lavoratori che sono stati colpiti da malattia abesto-correlata riconosciuta (ossia legate all’uso dell’amianto).
  • 1.488 i lavoratori deceduti con riconoscimento di malattia professionale (il 26% in meno rispetto al 2010), di cui 414 per patologie asbesto-correlate protocollate nell’anno. L’analisi per classi di età mostra che l’85% dei casi del 2014 ha riguardato soggetti con età maggiore di 74 anni al momento del decesso.

In aumento le nuove tipologie di malattie come quella da stress lavoro correlato.

malattie-professionali

Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro deve presentare denuncia all’Inail della malattia legata al lavoro insieme al primo certificato medico che non deve essere inviato se la denuncia avviene per via telematica. Il lavoratore deve denunciare la malattia al datore di lavoro entro 15 giorni da quando si è manifestata per avere diritto ad indennizzo in caso di riconoscimento della causa professionale.

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stress lavoro correlato prevenzione aziende

Stress lavoro correlato: prevenire conviene

By Sicurezza sul LavoroOne Comment

Stress lavoro correlato, da cosa deriva?

Riorganizzazione o precarietà del lavoro, orari di lavoro prolungati o carichi di lavoro eccessivi, bullismo o molestie sono le cause più comuni di stress segnalate dai lavoratori.

stress-lavoro-correlato

Come si ripercuote lo stress lavoro-correlato sulle aziende?

Si stima sia il motivo all’origine di più della metà dei giorni di assenza per malattia. In Italia equivale a 30 milioni di giornate di lavoro perse l’anno pari ad un costo di 3 milioni di euro.

Lo stress da lavoro  è anche la preoccupazione maggiore dei dirigenti in Europa ma solo meno del 30% ha attuato procedure per affrontare i rischi psicosociali.

Se per i datori di lavoro è comunque difficile gestire questo tipo di rischio rispetto a quelli per la salute e la sicurezza sul lavoro più tradizionali, in Italia la media delle aziende che hanno avviato iniziative per affrontare il fenomeno dello stress lavoro correlato mettendo in campo piani di azioni per fronteggiare i rischi sale al 50%, posizionando il nostro Paese al quinto posto tra gli Stati europei.

A rivelarlo è la seconda indagine Esener sui rischi nuovi ed emergenti promossa dall’Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro (Eu-Osha), svolta su un campione complessivo di quasi 50 mila imprese con almeno cinque dipendenti in 36 Paesi (i 28 dell’UE più Albania, Islanda, Montenegro, Repubblica di Macedonia, Serbia, Turchia, Norvegia e Svizzera).

Quali problemi rischia di affrontare l’azienda e di quale tipo di supporto ha bisogno?

In tempo di crisi conviene prevenire perseguendo un benessere organizzativo anche attraverso la capacità manageriali dell’azienda. La norma italiana prevede l’obbligo per i datori di lavoro di tutelare la salute dei dipendenti, un dovere che si applica anche in presenza di problemi di stress lavoro correlato.

Il Decreto legislativo 81/2008, cosiddetto “Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, dal 1 agosto 2010 ha introdotto l’obbligo di Valutazione del rischio di stress lavoro correlato (ai sensi degli artt. 17 e 28).

L’azienda, in caso di inadempienza, potrebbe andare incontro a sanzioni penali come previsto dalla normativa vigente, con l’arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro ai sensi dell’art. 55 comma 1 lettera b del decreto

spiega Gianpaolo Zaccaria, responsabile dell’area Sicurezza sui luoghi di lavoro e Ambientale del Gruppo Maurizi che, attraverso un team di professionisti, supporta le aziende nella compilazione del questionario necessario ai fini della valutazione preliminare dello stress lavoro correlato e nell’elaborazione delle relative misure di miglioramento, ove previste attraverso soluzioni studiate ad hoc per i diversi casi aziendali.

Il datore di lavoro dell’azienda evita in questo modo le sanzioni previste in caso di inadempienza ma soprattutto dimostra, a fronte di eventuali richieste da parte dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, di aver effettuato la valutazione dello stress lavoro correlato, tema spesso molto attuale tra i lavoratori” aggiunge Zaccaria – Il datore di lavoro sarà, quindi, in grado di spiegare ai lavoratori e ai loro Rappresentanti la metodologia adottata e nel caso le misure di miglioramento che l’azienda nel tempo prevede di attuare”.

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 GRUPPO MAURIZI CAMBIA SEDE

 

La nostra Azienda è cresciuta negli ultimi anni e la nostra sede crescerà con noi.

Per fare spazio a nuovi progetti, clienti e collaboratori, abbiamo scelto una sede più grande.

Da lunedì 20 giugno potrai trovarci nel nostro nuovo Headquarter a questo indirizzo:

 

Gruppo Maurizi s.r.l.

Via Pellaro 22, 00178 Roma

 

A partire da tale data tutti i campioni del laboratorio dovranno essere spediti e/o consegnati al nuovo indirizzo.

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