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L’analisi di Laboratorio sulle matrici ambientali prevede la determinazione di molti parametri e, per ciascuna prova, è stabilito un protocollo analitico definito.

A nessuno verrebbe mai in mente di effettuare l’analisi degli idrocarburi su un terreno senza seguire un metodo di prova, pesando una quantità a caso, estraendo con un volume non definito e/o iniettando in uno strumento che non sia stato precedentemente tarato.

Il motivo si può facilmente immaginare: senza seguire un protocollo, gli esiti analitici non sono affidabili, né ripetibili e qualsiasi decisione che debba essere presa sulla base dei valori ottenuti, potrebbe essere viziata.

Quindi è ormai assodato che l’analisi di Laboratorio debba essere effettuata, dall’inizio alla fine, rispettando dei criteri definiti, ma forse è meno intuitivo capire quale sia effettivamente l’inizio dell’analisi: molti penseranno che si tratta delle procedure di preparativa del campione oppure le fasi di omogenizzazione o ancora che l’analisi abbia inizio dal prelievo dell’aliquota da pesare.

In realtà, l’analisi di Laboratorio inizia con il campionamento.

Questo significa che, se questa fase analitica del campionamento non segue una procedura definita, non viene effettuata da operatori addestrati e abilitati e non prevede delle operazioni di controllo, il risultato analitico si dovrà considerare falsato, al pari di quanto succederebbe se si effettuasse una pesata su una bilancia non tarata o se l’analista che effettua la determinazione dei metalli non sappia utilizzare lo strumento oppure non abbia eseguito le procedure di controllo dello stesso.

Per questa ragione, le tecniche di prelievo e le modalità di campionamento delle matrici ambientali (acque, terreni e rifiuti) sono state discusse in metodi di prova riconosciuti, al pari delle norme relative alle determinazioni di Laboratorio.

Senza voler entrare nello specifico di quanto viene descritto e discusso in tali metodi di prova, si sottolinea che il minimo comune denominatore di queste norme è la pianificazione e l’approccio ragionato al prelievo.

In sostanza, l’esecuzione di un campionamento corretto parte dalla definizione preliminare degli obiettivi e ragiona sulle modalità più efficienti per ottenere il raggiungimento di tali obiettivi con il minimo sforzo economico possibile, fermo restando la necessità di garantire comunque un sufficiente grado di precisione e affidabilità.

Un altro aspetto da tenere in considerazione riguarda gli strumenti da impiegare nel prelievo, che devono essere compatibili con l’attività da svolgere, non devono portare contaminazioni accidentali e devono essere verificati prima di ogni impiego.

Inoltre, occorrerà anche valutare i contenitori più idonei per il trasporto e le corrette modalità di conservazione del campione fino alla consegna in Laboratorio. In secondo luogo, si dovranno compilare correttamente tutti i moduli e i documenti necessari per garantire una tracciabilità del campione e dare evidenza di tutti i passaggi necessari.

Tutte queste attività dovranno essere eseguite da personale che conosce la normativa, è pratico nelle tecniche di prelievo e che viene costantemente aggiornato sull’evoluzione tecnologica e legislativa: in sostanza deve essere abilitato e, soprattutto, deve essere monitorato per assicurarsi che mantenga l’abilitazione.

Infine, un ultimo aspetto da considerare che, per importanza dovrebbe essere il primo, è quello legato alla sicurezza: tutte le attività in campo sono potenzialmente pericolose ed è necessario che il tecnico campionatore adotti tutte le misure di sicurezza necessarie e indossi correttamente gli idonei DPI.

Se devi campionare una matrice ambientale per far eseguire una caratterizzazione, affidati ad esperti del settore oppure forma il tuo personale adibito a queste mansioni e metti in vigore specifiche procedure operative da adottare sul campo.

In entrambi i casi, Gruppo Maurizi è la risposta alle vostre esigenze, avendo accreditato le prove di campionamento, disponendo di tecnici con esperienza decennale sui prelievi in campo ed erogando da molti anni corsi di formazione sulle tecniche di prelievo per acque, terreni e rifiuti.

L’analisi di Laboratorio sulle matrici ambientali prevede la determinazione di molti parametri e, per ciascuna prova, è stabilito un protocollo analitico definito.

A nessuno verrebbe mai in mente di effettuare l’analisi degli idrocarburi su un terreno senza seguire un metodo di prova, pesando una quantità a caso, estraendo con un volume non definito e/o iniettando in uno strumento che non sia stato precedentemente tarato.

Il motivo si può facilmente immaginare: senza seguire un protocollo, gli esiti analitici non sono affidabili, né ripetibili e qualsiasi decisione che debba essere presa sulla base dei valori ottenuti, potrebbe essere viziata.

Quindi è ormai assodato che l’analisi di Laboratorio debba essere effettuata, dall’inizio alla fine, rispettando dei criteri definiti, ma forse è meno intuitivo capire quale sia effettivamente l’inizio dell’analisi: molti penseranno che si tratta delle procedure di preparativa del campione oppure le fasi di omogenizzazione o ancora che l’analisi abbia inizio dal prelievo dell’aliquota da pesare.

In realtà, l’analisi di Laboratorio inizia con il campionamento.

Questo significa che, se questa fase analitica del campionamento non segue una procedura definita, non viene effettuata da operatori addestrati e abilitati e non prevede delle operazioni di controllo, il risultato analitico si dovrà considerare falsato, al pari di quanto succederebbe se si effettuasse una pesata su una bilancia non tarata o se l’analista che effettua la determinazione dei metalli non sappia utilizzare lo strumento oppure non abbia eseguito le procedure di controllo dello stesso.

Per questa ragione, le tecniche di prelievo e le modalità di campionamento delle matrici ambientali (acque, terreni e rifiuti) sono state discusse in metodi di prova riconosciuti, al pari delle norme relative alle determinazioni di Laboratorio.

Senza voler entrare nello specifico di quanto viene descritto e discusso in tali metodi di prova, si sottolinea che il minimo comune denominatore di queste norme è la pianificazione e l’approccio ragionato al prelievo.

In sostanza, l’esecuzione di un campionamento corretto parte dalla definizione preliminare degli obiettivi e ragiona sulle modalità più efficienti per ottenere il raggiungimento di tali obiettivi con il minimo sforzo economico possibile, fermo restando la necessità di garantire comunque un sufficiente grado di precisione e affidabilità.

Un altro aspetto da tenere in considerazione riguarda gli strumenti da impiegare nel prelievo, che devono essere compatibili con l’attività da svolgere, non devono portare contaminazioni accidentali e devono essere verificati prima di ogni impiego.

Inoltre, occorrerà anche valutare i contenitori più idonei per il trasporto e le corrette modalità di conservazione del campione fino alla consegna in Laboratorio. In secondo luogo, si dovranno compilare correttamente tutti i moduli e i documenti necessari per garantire una tracciabilità del campione e dare evidenza di tutti i passaggi necessari.

Tutte queste attività dovranno essere eseguite da personale che conosce la normativa, è pratico nelle tecniche di prelievo e che viene costantemente aggiornato sull’evoluzione tecnologica e legislativa: in sostanza deve essere abilitato e, soprattutto, deve essere monitorato per assicurarsi che mantenga l’abilitazione.

Infine, un ultimo aspetto da considerare che, per importanza dovrebbe essere il primo, è quello legato alla sicurezza: tutte le attività in campo sono potenzialmente pericolose ed è necessario che il tecnico campionatore adotti tutte le misure di sicurezza necessarie e indossi correttamente gli idonei DPI.

Se devi campionare una matrice ambientale per far eseguire una caratterizzazione, affidati ad esperti del settore oppure forma il tuo personale adibito a queste mansioni e metti in vigore specifiche procedure operative da adottare sul campo.

In entrambi i casi, Gruppo Maurizi è la risposta alle vostre esigenze, avendo accreditato le prove di campionamento, disponendo di tecnici con esperienza decennale sui prelievi in campo ed erogando da molti anni corsi di formazione sulle tecniche di prelievo per acque, terreni e rifiuti.

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