Vanno aumentate le misure di ispezione e verifica sui luoghi di lavoro secondo l’Anmil , Associazione Nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro.

Gli incidenti sul lavoro sono in diminuzione non perché la sicurezza è maggiore ma solo a causa del calo dell’occupazione dovuta alla crisi, tiene a precisare Franco Bettoni, Presidente nazionale dell’Anmil.

L’ultimo incidente mortale dovuto ad una nube tossica è del 22 settembre quando quattro lavoratori sono morti presso una ditta di Adria (Rovigo) che si occupa del trattamento dei rifiuti industriali. Uno di loro è morto nel tentativo di soccorrere i colleghi.

Sono proprio gli incidenti causati da contatto con gas asfissianti quelli più frequenti, secondo i dati Inail, in cisterne, vasche di raccolta di liquami, serbatoi, silos, camere di lavoro, stive di imbarcazioni o condotte e reti fognarie. Sono i cosiddetti “ambienti confinati”, luoghi chiusi progettati non per essere occupati da persone dove però spesso vengono eseguiti interventi lavorativi come ispezioni, manutenzioni, riparazioni o pulizia e dove il pericolo di morte o infortunio grave è molto elevato a causa della presenza di sostanze e/o condizioni di pericolo, precisa l’Anmil. E, come accaduto ad Adria, i soccorsi spesso sono inadeguati e improvvisati per andare in aiuto ai compagni di lavoro. Gesti che si possono appunto trasformare in ulteriori tragedie aumentando il numero delle vittime.

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Secondo un’ indagine INAIL, come riporta l’Anmil, complessivamente nel periodo 2005-2010 si sono verificati 29 incidenti mortali in ambienti confinati, che hanno causato la morte di 43 lavoratori: ogni episodio ha portato in media alla morte di 1,5 persone. Si tratta per lo più di incidenti che avvengono all’interno di cisterne, serbatoi o vasche di deposito ed il 53,5% delle morti avviene appunto a causa del contatto con gas letali.

Per garantire maggiore tutela dei lavoratori il presidente dell’Anmil sollecita il Ministro del Lavoro Poletti, che ha presentato in Parlamento la scorsa settimana un emendamento sostitutivo dell’articolo 4 del Jobs Act , e tutte le istituzioni competenti a

“non semplificare troppo, bensì di potenziare le procedure di ispezione e verifica sui luoghi di lavoro, le quali dipendono da organi dello Stato diversi tra loro, in particolare per il livello nazionale, regionale e locale, accelerandone in processo di unificazione del coordinamento operativo onde garantire aspetti tecnici separati, come quelli di carattere strutturale e ingegneristico, ben diversi da quelli medici e igienici a tutela della salute, di competenza delle autorità sanitarie regionali, in grado di verificare tempestivamente le condizioni di tossicità e di pericolo, come quelle che si sono tristemente verificate”.