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Uova al Fipronil: primi casi in Italia

Il nostro Paese si dimostra però ancora una volta all’avanguardia nella sicurezza alimentare.

È notizia di oggi la pubblicazione da parte del Ministero della Salute, di un comunicato nel quale si evidenzia il rilevamento di Fipronil in 2 campioni (sui 114 finora analizzati) prelevati dalle Autorità preposte su tutto il territorio nazionale, a seguito dell’allarme scoppiato in tutta Europa.

Come si può vedere, la percentuale di positività è assolutamente esigua (1,75%) ed attualmente il Ministero della Salute ha avviato le procedure atte a determinare l’origine della contaminazione.

 

uova al Fipronil

 

Siamo poi in attesa di conoscere l’esito delle analisi sui rimanenti campioni prelevati (un totale di 283) per avere un quadro più esaustivo.

Quello che emerge finora è una grande attenzione da parte delle Autorità Nazionali, che hanno attivato un piano di campionamento capillare, volto a comprendere l’impatto di questa allerta nel nostro Paese.

Inoltre non è da sottovalutare il fatto che la quasi totale negatività dei campioni fin qui analizzati stia ad indicare principalmente due cose:

  • Non sono state importate uova contaminate, segno di elevata qualità nel controllo dei fornitori;
  • Sul territorio nazionale non risulta in uso questa pratica scorretta, segno di una attenzione delle aziende nell’applicazione delle proprie procedure di sicurezza alimentare.

 

Possiamo poi aggiungere che il fipronil, per risultare dannoso per l’uomo, deve essere assunto in dosi consistenti (si parla in questo caso di tossicità acuta), eventualità che si potrebbe verificare ad esempio per una esposizione massiccia al composto; potrebbe essere il caso quindi di una esposizione alla quale sarebbero tipicamente sottoposti coloro che maneggiano l’insetticida.

In caso di alimenti ingeriti, una tale esposizione potrebbe derivare dal mangiare quantità di prodotto contaminato non trascurabili, nelle quali cioè l’insetticida si sia accumulato in gran quantità, ma non sembra essere questo il caso.

Altra causa di danno potrebbe essere data dall’esposizione continua (si parla di tossicità cronica) dovuta ad un consumo costante di sostanza tossica.

Anche in questo caso i dati finora raccolti sembrano escludere la possibilità di una esposizione prolungata, almeno nel nostro Paese.

In attesa di conoscere quindi i dati definitivi relativi alle analisi sui rimanenti campioni, quello che traspare finora è la grande attività di controllo delle Autorità, volta al monitoraggio di questa problematica che per ora sembra indicare un pericolo trascurabile per i consumatori Italiani.

2018-03-19T14:56:33+02:0022 Agosto 2017|

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