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Valutazione del rischio da movimentazione manuale di pazienti

By 10 Giugno 2019Luglio 13th, 2022Sicurezza sul Lavoro5 min read
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La movimentazione manuale di carichi è un’attività che viene svolta in diversi settori lavorativi e rappresenta una causa rilevante di infortuni sul lavoro e patologie degenerative.

Le strutture ospedaliere e in generale i luoghi di assistenza e cura di persone, sono gli unici luoghi in cui l’oggetto del sollevamento è un carico animato, ovvero l’essere umano.

Se in qualsiasi altra attività il sollevamento è un problema che riguarda esclusivamente chi solleva, nel lavoro di cura ed assistenza è un problema che interessa anche chi viene movimentato e nessuna soluzione può essere adottata senza considerare i problemi connessi al “carico” umano.

La valutazione dei rischi associata a tali attività di movimentazione deve quindi avvenire con una metodologia differente da quella utilizzata per i carichi non animati ed il metodo più comunemente utilizzato prende il nome di MAPO: Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati.

L’indice MAPO è un indice sintetico di rischio (IR) per valutare il livello del rischio nella movimentazione manuale dei pazienti da parte degli operatori sanitari e determina un indicatore sulla base della valutazione di una serie di fattori di rischio specifici nella movimentazione dei pazienti, quali:

  • Carico assistenziale indotto dalla presenza di pazienti/assistiti non autosufficienti

Per la descrizione del carico assistenziale occorre rilevare le seguenti informazioni:

    • numero di letti, precisando sia l’eventuale presenza di “letti aggiunti” sia la percentuale di letti abitualmente occupati (tasso di occupazione);
    • numero e tipo di operatori in organico nel reparto e numero di operatori addetti alla movimentazione manuale di pazienti suddivisi nei tre turni;
    • tipologia dei pazienti e manovre di movimentazione manuale abitualmente effettuate.
  • Aspetti strutturali degli ambienti di lavoro e degenza

Vengono descritte le caratteristiche degli ambienti di lavoro in funzione delle operazioni di movimentazione pazienti effettuate:

    • bagni: nei locali utilizzati per le operazioni di igiene del paziente (bagni che possiedono vasca o doccia) si rilevano alcune caratteristiche strutturali quali la presenza di doccia o vasca, la larghezza della porta di accesso e modalità di apertura, gli spazi liberi e l’eventuale presenza di ingombri per l’utilizzazione di carrozzine o ausili. Per i bagni con utilizzo WC si rileva la disponibilità di spazi liberi per l’utilizzazione di eventuali ausili, la larghezza della porta di accesso e modalità di apertura, l’altezza del WC e la presenza di maniglioni laterali;
    • camere di degenza: vengono rilevate le caratteristiche relative agli spazi operativi (spazio esistente fra i letti e al fondo letto, spazio occupato dal comodino, presenza di eventuali ingombri rimovibili che riducono lo spazio stesso); le caratteristiche dei letti (altezza, presenza di ruote e caratteristiche delle spondine, comandi di regolazione, altezza libera presente sotto il letto per l’eventuale accesso di ausili) e delle poltrone utilizzate da pazienti non autosufficienti e altezza del piano sedile.
  • Attrezzature in dotazione

La dotazione di attrezzature per ausiliare le operazioni di movimentazione manuale di pazienti e la relativa modalità di utilizzazione viene così analizzata:

    • carrozzine e/o comode: se ne rileva il numero totale e si valuta lo stato di manutenzione, la frenabilità, la rimovibilità dei braccioli e dei poggiapiedi, l’altezza dello schienale e la larghezza totale della carrozzina o comoda;
    • solleva-pazienti manuale o elettrico: se ne descrive la disponibilità numerica, il tipo e le caratteristiche degli accessori. Viene indagato inoltre (tramite la caposala) se la dotazione risulta congrua alle esigenze del reparto o se siano identificabili i motivi di una eventuale carenza di utilizzazione (es. scarsa manutenzione);
    • altri ausili o “ausili minori”: si rileva l’eventuale dotazione di ausili quali “teli ad alto scorrimento”, “cintura ergonomica”, tavolette o rulli utili per ausiliare alcune operazioni di movimentazione manuale di pazienti;
    • sollevatori o altri ausili per le operazioni di igiene del paziente: si rileva l’eventuale presenza di barella-doccia, vasca o doccia attrezzata, sedile sollevatore per vasca fissa.
  • Formazione ed addestramento del personale

Viene rilevata l’eventuale formazione del personale relativamente alla movimentazione manuale di carichi e di pazienti. In particolare, la classificazione della qualità della formazione viene operata tenendo conto della presenza-assenza di alcuni eventi qualificanti (corsi di addestramento, materiale informativo).

  • Operazioni sussidiarie di movimentazione

La presenza di tali operazioni contribuisce alla più ampia definizione dell’esposizione. Le stesse pertanto vengono rilevate e quantificate mediante misurazioni di forza applicata (dinamometro), nonchè valutate secondo le indicazioni al proposito contenute nelle Linee Guida delle Regioni Italiane.

In relazione a tali operazioni si rilevano altresì le caratteristiche degli accessi, dei percorsi effettuati e delle barelle in dotazione.

L’indice sintetico di esposizione MAPO (Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati) è così calcolabile:

MAPO = (NC/Op x Fs + PC/Op x FA) x FC x F amb x FF

Dove NC/Op è il rapporto fra pazienti Non Collaboranti ed operatori presenti nei tre turni e PC/Op il rapporto fra pazienti Parzialmente Collaboranti ed operatori presenti nei tre turni; FS rappresenta il fattore sollevatori; FA il fattore ausili minori; FC il fattore carrozzine; Famb il fattore ambiente e FF il fattore formazione.

A seguito dell’identificazione dell’indice di rischio, è necessario, in relazione a questo, programmare gli interventi identificando le priorità di rischio e successivamente riverificare l’indice di rischio dopo ogni intervento.

tabella rischio e misure da adottare movimentazione pazienti

  • La fascia verde corrisponde ad un livello dell’indice MAPO compreso tra 0 e 1,5, in cui il rischio è praticamente trascurabile.
  • Valori dell’indice MAPO compresi fra 1,51 e 5 rappresentano un’esposizione che, seppure non rilevante, può comportare un aumento delle patologie a carico del rachide lombosacrale e per tale motivo si ritiene utile attivare la formazione, la sorveglianza sanitaria e la programmazione di interventi di bonifica medio-lungo termine.
  • Valori dell’indice MAPO superiori a 5 (area rossa), indicano un’esposizione tanto più significativa quanto più il valore dell’indice aumenta: è necessario attivare programmi di formazione e sorveglianza sanitaria specifica nonchè predisporre ed attuare un piano per la rimozione dei fattori di rischio a breve termine.

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