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Valutazione rischi specifici: obblighi e indicazioni

La redazione del documento di valutazione dei rischi (art. 28 del D.Lgs. 81/08), comunemente noto come D.V.R., è un obbligo imposto ai Datori di Lavoro di tutte le realtà lavorative, pubbliche o private, indipendentemente dalla classificazione di rischio ATECO di appartenenza, dal numero di dipendenti e dalla tipologia di attività lavorativa svolta.

La valutazione deve essere effettuata per tutti i rischi, da quelli legati alla struttura ospitante l’attività lavorativa svolta, a quella riferita alle mansioni, alle attrezzature utilizzate e ai fattori di rischio da essi derivanti.

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Tra questi ricoprono un aspetto determinante i così detti rischi specifici, tra cui anche quelli derivanti da esposizione ad agenti fisici, biologici, sostanze pericolose, movimentazione manuale dei carichi ed atmosfere esplosive ai sensi del Titolo VIII, IX, X, XI del D.Lgs 81/08.

Talvolta non è possibile valutare questi fattori di rischio limitandosi all’approccio per identificarne il livello di rischio secondo le tipiche modalità di stima dei fattori “probabilità di accadimento” e “magnitudine del danno atteso” (R = P x D), ma è necessario ricorrere a delle valutazioni “di dettaglio”; tali valutazioni sono necessarie ogni qualvolta le esposizioni ai suddetti fattori di rischio non possono essere ritenute trascurabili e richiedono una misurazione analitica, spesso con l’ausilio di strumentazioni periodicamente certificate e tarate per garantire la veridicità assoluta delle misure.

valutazioni di dettaglio rischi specifici

Per l’analisi del rumore ad esempio, laddove l’ambiente di lavoro e/o le attrezzature utilizzate possono far supporre un’esposizione di uno o più lavoratori a livelli di intensità definibili “non trascurabili”, è necessario procedere ad una valutazione specifica, quindi effettuando delle misurazioni con un fonometro da parte di un tecnico esperto, nelle effettive condizioni operative.

Essendo valutazioni puntuali, le stesse devono essere periodicamente ripetute: ogni 4 anni le valutazioni strumentali ed ogni qualvolta subentrano modifiche del ciclo di lavoro e/o per cambi/aggiunte di attrezzature.

Lo stesso dicasi per tutti gli altri rischi fisici (vibrazioni, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali), nonché per utilizzo di sostanze chimiche, biologiche, movimentazione manuale dei carichi, ecc.

Solo grazie a valutazioni di dettaglio è possibile definire e dimostrare chiaramente l’effettivo livello di rischio cui i lavoratori sono esposti; inoltre tale approccio analitico/strumentale è fondamentale non solo per identificare l’esatto livello di esposizione e quindi le più corrette ed efficaci misure di prevenzione e protezione per i lavoratori, ma anche per poter quantificare la bontà di interventi migliorativi, ad esempio per valutare il contributo positivo che un investimento potrà portare, facendo delle simulazioni a monte e a valle dell’intervento stesso.

Le valutazioni di dettaglio infatti sono spesso indispensabili per poter richiedere i finanziamenti partecipando ad esempio ai bandi ISI-INAIL annuali in materia di sicurezza sul lavoro, bandi che hanno innanzitutto l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti (anche molto impegnativi dal punto di vista economico) per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori.

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By | 2018-05-08T16:59:06+00:00 08 maggio 2018|