Quando si parla di stress e di stress lavoro correlato è sempre più difficile darne una definizione univoca, che sia comprensiva delle diverse dimensioni coinvolte.

La presenza di situazioni di stress, inteso come reazione generica dell’organismo rispetto alle richieste a cui viene sottoposto, è normale sia nel lavoro che nella vita privata. Tuttavia, quando diventa eccessivo e continuativo, rischia di sfociare nella manifestazione di sintomatologie fisiche ed emotive che incidono sulla qualità della vita e delle prestazioni lavorative.

Che cos’è lo stresso lavoro correlato?

Lo stress non è di per sé una malattia, ma una condizione provocata da fattori esterni che impattano sulle capacità del lavoratore. Dunque, parliamo di stress lavoro correlato quando a causarlo è il protrarsi di fattori propri del contesto e del contenuto lavorativo: troppo intensi e sproporzionati alle capacità del lavoratore.

L’evoluzione dei sintomi da stress lavoro correlato può sfociare in patologia e avere effetti negativi sia sulla persona che sull’azienda:

  • calo delle performance del lavoratore;
  • aumento degli incidenti causati da errore umano;
  • assenteismo;
  • atteggiamenti negativi.

Sono alcuni dei fattori che rappresentano un aumento dei costi per l’impresa e il progressivo degrado dell’ambiente lavorativo: una situazione che si può prevenire e ridurre se applicate le adeguate linee guida per la valutazione e gestione del rischio da stress lavoro correlato.

Come si valuta?

Occuparsi dello stress lavoro correlato non significa solo migliorare la salute delle singole persone ma anche avere a cuore la performance economica delle realtà in cui queste lavorano.

Indipendentemente dal modello teorico di riferimento, saper valutare in modo efficace lo stress lavorativo è un processo importante per chi si occupa della salute negli ambienti di lavoro e quindi per il datore di lavoro.

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Tale percorso si svolge essenzialmente in quattro fasi:

  1. Fase propedeutica: consiste nella preparazione organizzativa delle attività di valutazione e rischio.
  2. Valutazione oggettiva preliminare: l’INAIL, nella sua opera di affiancamento alle imprese, tramite il proprio Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, nel 2011, ha sviluppato una Metodologia di valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato che successivamente ha traslato online su una piattaforma dedicata, mettendola a disposizione delle aziende che possono utilizzarla per eseguire la valutazione del rischio, in conformità ai dettami della vigente normativa. La valutazione parte dall’identificazione di quei punti “sensibili” che possono riscontrarsi in un organizzazione lavorativa e fondamentali ai fini della valutazione: il contenuto del lavoro (orario, pianificazione dei compiti, carico di lavoro, ecc.) e il contesto lavorativo (autonomia decisionale, ruolo, pianificazione dei compiti, ecc.).
  3. Analisi delle criticità riscontrate e implementazione di eventuali azioni correttive, soluzioni e definizione/attuazione di un piano di monitoraggio.
  4. Eventuale valutazione oggettiva/approfondita qualora il piano di monitoraggio delle azioni correttive abbia evidenziato l’inefficacia delle stesse.

Quest’ultima fase, in particolare, deve essere condotta garantendo la tutela della privacy dei lavoratori, ricorrendo ad esempio ad un sondaggio anonimo da sottoporre ai lavoratori, suddividendo gli stessi in gruppi omogenei.

I risultati del sondaggio devono quindi necessariamente essere analizzati da uno psicologo del lavoro con l’obiettivo di identificare le criticità presenti in azienda, ricorrendo se necessario anche a focus group.

I focus group infatti vengono eseguiti con lo scopo di approfondire il vissuto della popolazione direttamente coinvolta dai processi aziendali, attraverso l’analisi della percezione delle condizioni lavorative e delle scelte aziendali.

Solamente attraverso un’attenta analisi e una valutazione oggettiva, in particolare ricorrendo alla valutazione approfondita, è possibile quindi sviscerare le criticità che possono comportare l’insorgenza del rischio con importanti conseguenze, sia in termini di salute e benessere dei lavoratori, sia in termini di “produttività”, elementi intrinsecamente connessi ma spesso del tutto sottovalutati.

Dall’approfondimento possono quindi emergere diverse ed importanti azioni correttive, soluzioni e l’implementazione di misure di miglioramento che l’azienda può mettere in atto per mitigare il rischio stress lavoro-correlato.

Infine il percorso stesso rappresenta un’importante e preziosa esperienza di avvicinamento delle parti (linea datoriale e lavoratori), per aumentare la capacità di comprensione reciproca, molto utile per la prevenzione di future e/o ulteriori problematiche stress lavoro-correlate.