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Via alle norme per l’ home restaurant

Finalmente il Parlamento colma una lacuna normativa che attendeva di essere colmata da molto tempo, visto l’emergente e sempre più frequente fenomeno della cosiddetta “ristorazione domestica”.

La Commissione per le Attività Produttive il Commercio e il Turismo, lo scorso 3 Novembre ha dato parere favorevole alle proposte di legge unificate riguardanti la “Disciplina dell’attività di ristorazione in abitazioni private”.

norme home restaurant

Adesso l’iter prevede il consueto passaggio alle due Camere (Senato e Camera dei Deputati) per le consuete approvazioni o modifiche del caso, prima di diventare Legge a tutti gli effetti.

La mancanza di una norma in tal senso si è avvertita fin da subito, sia per le preoccupazioni degli esercenti di pubblici esercizi che hanno visto tagliata via una fetta importante della loro utenza, sia per le obiezioni dei consumatori più attenti che non hanno potuto fare a meno di puntare il dito sulla carenza di requisiti igienico sanitari (di natura chiaramente solo strutturale) e soprattutto di controlli ai quali queste attività non sono per ora soggette.

Qui trovate il link al testo della proposta di legge.

I principali punti presi in considerazione dalla proposta di legge.

 

Vengono innanzitutto fornite delle definizioni che aiutano ad inquadrare giuridicamente il concetto di home restaurant:

  • «home restaurant»: l’attività finalizzata alla condivisione di eventi enogastronomici esercitata da persone fisiche all’interno delle unità immobiliari ad uso abitativo in cui abbiano la residenza o il domicilio, proprie o appartenenti a un soggetto terzo, per il tramite di piattaforme digitali che mettono in contatto gli utenti anche a titolo gratuito, e con preparazione dei pasti all’interno delle strutture medesime;
  • «gestore»: il soggetto che gestisce la piattaforma digitale finalizzata all’organizzazione di eventi enogastronomici;
  •  «utente operatore cuoco»: il soggetto che attraverso la piattaforma digitale svolge l’attività di home restaurant;
  •  «utente fruitore»: il soggetto che attraverso la piattaforma digitale utilizza il servizio di home restaurant condiviso dall’utente operatore cuoco

 

È interessante notare come venga inquadrata non solo l’attività in se, ma anche le figure ad essa relative, come ad esempio il gestore della piattaforma informatica che organizza gli incontri enogastronomici.

È proprio il gestore l’oggetto dell’Art. 3 della proposta di legge, nel quale si delineano le sue responsabilità e i suoi doveri. Tra questi, assicurarsi che il cuoco e l’abitazione possiedano un’assicurazione per la responsabilità civile verso i danni arrecati a terzi, erogare i servizi a pagamento solo mediante mezzi elettronici (quindi tracciabili fiscalmente), provvedere alla registrazione degli utenti della piattaforma (i cui dati dovranno essere messi a disposizione delle Autorità per i dovuti controlli).

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Successivamente al gestore della piattaforma, vengono prese in considerazione le responsabilità dell’”utente operatore cuoco” che deve possedere i requisiti morali previsti per qualsiasi altro soggetto che operi nella ristorazione convenzionale (cioè nessuna condanna per reato).

Fin qui dunque risulta molto curato l’aspetto relativo ai possibili problemi di concorrenza tanto paventati dai ristoratori convenzionali, attraverso la richiesta dei suddetti requisiti morali e con la tracciabilità degli incassi. Ancora, per maggiore tutela, è stato stabilito un limite di incasso annuo pari a € 5.000 e un limite di coperti pari a 500 annui.

Sotto l’aspetto igienico sanitario, rimane qualche perplessità su quello che è stato definito nel testo “rispetto delle procedure previste dall’attestato dell’analisi dei rischi e controllo dei punti critici (HACCP) ai sensi del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull’igiene dei prodotti alimentari”, che possiamo interpretare come l’obbligo di predisporre delle procedure basate sui principi del sistema HACCP e quindi di dotarsi di idoneo Piano di Autocontrollo.

Non ultimo in ordine di importanza, l’obbligo per gli “utenti operatori cuochi” di presentare digitalmente presso lo sportello del proprio Comune, la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) nella quale andrà segnalato l’inizio dell’attività di home restaurant.

L’unica sanzione che sarà prevista nella proposta di legge, riguarda proprio la mancata presentazione della SCIA che sarà punita con una sanzione da € 1.032 a € 10.330.

Rimane da dire che, trattandosi di attività svolte in private abitazioni, queste non saranno sottoposte ai controlli igienico sanitari da parte degli organi competenti e che quindi non sarà possibile, almeno per ora, avere garanzie in tal senso, tranne quelle che gli stessi operatori riterranno di dover adottare.

Forse questo, insieme ai requisiti strutturali che, occorre ricordarlo, sono quelli di una privata abitazione secondo i vigenti regolamenti di igiene comunali, è l’unico aspetto che separa nettamente questa nuova realtà degli home restaurant dalla ristorazione commerciale propriamente detta.

Rimaniamo comunque in attesa del testo definitivo di una norma che molti attendono con grande trepidazione.

Sommario
Norme home restaurant
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Norme home restaurant
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Quali sono le norme per gli Home Restaurant? Il Parlamento colma una lacuna normativa con le nuove norme home restaurant visto il sempre più frequente fenomeno della "ristorazione domestica"
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By | 2018-03-19T14:56:50+00:00 08 novembre 2016|

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