Ricerca e Sviluppo

Comitato Scientifico e Progetti

Gruppo Maurizi è un’azienda dinamica e attiva, costituita da personale giovane, preparato e appassionato che vive ogni nuovo progetto con entusiasmo e impegno.

Crediamo fortemente nella formazione e nel fatto che per formare dei professionisti non basti essere aggiornati sulle novità dei diversi settori della sicurezza, ma occorra essere i latori di tali novità.
Per questo motivo, ci impegniamo ad essere in prima linea nello sviluppo di nuovi servizi e a far nostre le esigenze di ciascun cliente, trovando sempre soluzioni su misura.

Nel tempo questo ci ha condotti a sviluppare numerosi progetti e a dar vita al settore “Ricerca e Sviluppo” e ad essere inseriti all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche.

Ogni giorno collaborano per questo progetto diverse figure professionali, in un contesto multidisciplinare animato da efficienza e grande spirito di innovazione, elaborando ricerche per importanti partner come l’Università degli Studi la Tuscia e l’editoriale “Il Salvagente”.

Comitato Scientifico

  • Dott.sa Daniela Maurizi (Presidente del Comitato, indirizzo Tecnico Scientifico)
  • Dott. Fernando Maurizi
  • Prof. Andrea Colantoni
  • Prof. Massimo Cecchini
  • Prof. Sirio Cividino Rossano Secondo (UNIUD)
  • Dottor Gianluca Egidi, PhD
  • Dottor Leonardo Bianchini, PhD

Referenti Progetti di Ricerca e Sviluppo:

  • Dott. Sergio Bartolucci
  • Dott.ssa Martina Ferrone
  • Dott.ssa Rosalinda Fricano

Progetti di Ricerca e Sviluppo

Studio dei tempi di conservazione della spesa in estate

Lo studio valuta i tempi di conservazione degli alimenti che, una volta acquistati, sono lasciati in auto per un determinato periodo ed a temperature elevate. Ciò per simulare cosa accade quando la spesa resta in macchina in estate. I campioni oggetto di studio sono stati scelti in considerazione del diverso grado di deperibilità e stabilità:

  • Prodotti IV gamma: Insalata in busta, melone Tagliato a pezzi in vaschetta, melanzane affettate in vaschetta.
  • Prodotti surgelati: Verdura (broccolo) e pesce
  • Carne rossa
  • Latticini: Mozzarella confezionata

Valutazione del contenuto di microrganismi probiotici in yogurt, kefir e skyr

Lo studio analizza la tipologia e la concentrazione di fermenti in kefir, skir e yogurt per valutare se sono presenti differenze significative nella microflora. Nello specifico, valuta la concentrazione di Streptococcus thermophilus. Lactococcus spp, Bifidobacterium spp, Lactobacillus spp vivi nei diversi prodotti.

Lo yogurt è il prodotto della fermentazione del latte senza sottrazione di siero, ad opera dei batteri Streptococcus thermophilus e Lactobacillus delbrueckii var. bulgaricus.

Il Kefir o kephir è una bevanda a base di latte intero o parzialmente scremato, fermentato per azione combinata di più specie di batteri e lieviti. I fermenti del kefir sono costituiti da una miscela di lieviti e da diversi batteri. I lieviti trasformano una parte del lattosio in anidride carbonica e l’altra parte in alcol.

Lo skyr è un formaggio cremoso di latte vaccino portato ad 85° fino all’affioramento in superficie dei grassi vengono in superficie e preparato con l’aggiunta del caglio di vitello

Valutazione del contenuto del BPA nel tonno in scatola

Lo studio ricerca il BPA nel tonno in scatola per verificare la conformità ai livelli di migrazione specifica stabiliti dal regolamento UE n. 2018/213. Il Bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica molto utilizzata come additivo nella produzione di plastiche (finalizzate alla realizzazione di bottiglie, stoviglie e contenitori per la conservazione degli alimenti) e resine epossidiche, che a loro volta vengono impiegate come rivestimento dei contenitori alimentari in metallo (es. lattine), può migrare in piccole quantità in cibi e bevande dai loro contenitori, causando ripercussioni a livello endocrino

Valutazione del contenuto di IPA in alimenti affumicati e con aroma di affumicatura

Lo studio determina il contenuto di idrocarburi policiclici aromatici, e valuta le eventuali differenze, nei prodotti affumicati ed in quelli trattati con fumo liquido. Il processo di affumicatura può essere lento e a freddo (tra i 20 e i 25°C per un tempo che varia da pochi giorni ad alcune settimane) oppure veloce e a caldo (tra i 25 e i 45°C o tra i 50 ed i 90°C). La combinazione di tali parametri influenza i livelli di IPA contenuti nella fase meno volatile del fumo. Nel trattamento con fumo liquido, invece, è utilizzata una soluzione aromatizzata dalla combustione di legni selezionati, il cui fumo è condensato con acqua fredda, depurato ed opportunatamente filtrato. Il fumo liquido così ottenuto può essere iniettato direttamente nell’alimento oppure impiegando le tecniche dell’immersione e della nebulizzazione

Valutazione della shelf life dei fermenti lattici nello yogurt

Lo studio valuta la concentrazione dei batteri lattici (L. bulgaricus – S. termophilus) vivi nello yogurt per tutta la sua shelf life e dopo la scadenza, per capire se i batteri lattici rimangono effettivamente vivi, e a quali concentrazioni, per l’intero periodo di durabilità del prodotto e quali sono i valori dopo la scadenza. Lo yogurt è il prodotto della fermentazione del latte senza sottrazione di siero, ad opera dei batteri Streptococcus thermophilus e Lactobacillus delbrueckii var. bulgaricus. Questi microrganismi rendono lo yogurt un latticino “vivo”. Lo yogurt deve essere conservato a 4°C fino al consumo per mantenere vivi i batteri lattici presenti; infatti i microrganismi si riproducono all’ interno dello yogurt, fino ad essere non meno di 10 milioni per ogni grammo di prodotto, rimanendo vivi al suo interno fino al momento del consumo. Questi batteri lattici sono i responsabili degli effetti benefici che lo yogurt ha sul nostro organismo.

Valutazione dell’idrossimetilfurfurale nel miele

Lo studio mira a valutare il contenuto di idrossimetilfurfurale (HMF) per valutarne la freschezza. L’HMF è un componente formato dalla scomposizione del fruttosio, uno dei principali zuccheri presenti nel miele. È un composto organico a sei atomi di carbonio contenente gruppi funzionali aldeidici e alcolici (idrossimetilici). Si forma a partire dagli zuccheri come un intermedio delle cosiddette reazioni di Maillard. In condizioni normali, si forma lentamente dalla scomposizione del fruttosio, ma può concentrarsi rapidamente se il miele viene riscaldato.

Studio sulle proprietà battericide dello zenzero

Lo studio ricerca eventuali proprietà battericide dello zenzero ed il conseguente potere inibitorio nei confronti dei patogeni alimentari. Le proprietà benefiche, antinfiammatorie ed antiossidanti, dello zenzero sull’uomo sono state evidenziate da numerosi studi, sia in laboratorio che su volontari sani, ci sono invece pochi studi che valutino l’attività battericida dello zenzero come alimento o come ingrediente. Nello studio è stato analizzato il potenziale battericida dello zenzero crudo aggiunto agli alimenti e cotto.

Conservare il sushi

Lo studio valuta il rischio di contaminazione del sushi dal Bacillus cereus, un batterio gram-positivo diffuso nell’ambiente e che può trovarsi in alimenti contaminati. Lo studio è stato effettuato su un campione di alimenti comprendente: riso cotto ed acidificato, Nigiri salmone e Philadelphia rolls conservati a temperatura di refrigerazione di 5±3°C ed è stata eseguita una simulazione di ciò che accade a tali alimenti se restano in frigorifero per due giorni.

Valutazione microbiologica e caratteristiche nutrizionali dei fiori edibili

La natura offre un gran numero di fiori commestibili, che possono essere gustati sia crudi che cotti. Alcuni senza saperlo li consumiamo già (è il caso di carciofi, fiori di zucca, cavolfiori e zafferano). Non tutti i fiori sono commestibili, i fiori edibili devono essere coltivati in terreno con pH acido, con valori compresi tra il 5,5 e il 6,5, e non devono essere trattati con sostanze chimiche come pesticidi e fertilizzanti.

Quanta acrilammide c’è nel caffè preparato con la caffettiera?

Lo studio valuta il contenuto di acrilammide del caffè preparato con caffettiera. È abitudine molto diffusa non lavare la caffettiera dopo la preparazione del caffè in quanto il sottile film che si forma al suo interno, per effetto delle frequenti preparazioni, lo rende più saporito. Scopo dello studio è verificare quanto tale abitudine incide sul contenuto di acrilammide nel caffè e se, quindi, lo rende insalubre.

Quanti solfiti ci sono negli alimenti?

Lo studio è volto a valutare la concentrazione di solfiti (SO2 ) in determinati alimenti per capire se il consumo giornaliero contemporaneo di tutti questi alimenti può provocare un’assunzione di solfiti superiore al consumo giornaliero raccomandato.

Quanto sono efficaci i disinfettanti naturali?

Lo studio valuta l’efficacia battericida e fungicida sulle superfici dei sanitizzanti naturali e di quelli industriali per un confronto. L’azione dei disinfettanti naturali è stata confrontata con quella di un comune disinfettante industriale.

Come pulire il frigorifero per evitare la formazione di muffe?

Secondo un rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), il maggior numero di malattie di origine alimentare registrate in Europa è imputabile ad un comportamento igienico inadeguato durante la preparazione e conservazione domestica del cibo.

Quanto può penetrare la muffa negli alimenti?

E’ giusto togliere solo la parte compromessa da muffa negli alimenti quando decidiamo di consumarli? E’ quello che ci siamo chiesti nel nostro laboratorio analizzando 4 prodotti: pane, formaggio, marmellata e salame, per scoprire i rischi che non vediamo.

Quanto può durare la spesa in macchina?

Una volta caricate le provviste in auto, molto spesso non finiscono direttamente in frigorifero. Ma quali sono gli effetti di questo comportamento per la nostra salute? Abbiamo condotto uno studio nel nostro laboratorio per monitorare alcuni tra i più comuni alimenti che compongono una spesa tipo lasciata in macchina diverse ore dopo l’acquisto, simulando la temperatura che raggiunge un portabagagli durante questo tempo.

Qual è la qualità dell’acqua nelle borracce?

Le borracce sono il trend del momento e tutti ne abbiamo una. Quali sono le condizioni dell’acqua che resta in borraccia e come dobbiamo comportarci? Il nostro laboratorio ha condotto uno studio in cui abbiamo analizzato come cambia la qualità dell’acqua in borraccia in base al nostro comportamento: se laviamo la stessa ogni sera, se rimbocchiamo semplicemente l’acqua oppure dimentichiamo del liquido all’interno.

Sveglia di più il caffè lungo o quello corto?

La caffeina è un composto chimico naturalmente presente in parti di piante come chicchi di caffè e cacao, foglie ditè, bacche di guaranà e noce di cola. Ma una volta preparato e servito in tazzina sveglia di più il preparato con più acqua o quello con meno acqua? Lo studio condotto presso il nostro laboratorio è stato effettuato con l’obiettivo di determinare le diverse concentrazioni di caffeina in tipologie differenti di caffè erogati al bar e ai comuni distributori automatici degli uffici.

I giocattoli da bagno per i bambini sono sicuri?

I giocattoli di plastica, specie se dotati di una valvola a fischietto sono compagni di molti bimbi durante il bagnetto. Ma possono anche assumere l’aspetto di una minaccia invisibile ma temibile per la salute dei nostri figli. Il nostro laboratorio ha condotto uno studio utilizzando 15 giochi in plastica sui quali sono state fatte analisi microbiologiche appena estratti dall’imballaggio e prima di porli all’interno di una vaschetta con dell’acqua.

Il kefir fatto in casa è sicuro?

Il kefir è un latte-fermentato acido-alcoolico, effervescente, frutto di una complessa fermentazione operata da microrganismi diversi a partire da latte bovino, ovino o caprino. Tra i benefici riconosciuti c’è l’aiuto all’intestino, la tolleranza anche per chi è intollerante al lattosio e la ricchezza di vitamine. Il nostro laboratorio ha preparato il kefir simulando una preparazione casalinga e sul prodotto ottenuto sono stati ricercati: batteri lattici, lieviti, microrganismi pericolosi come gli enterobatteri e gli stafilococchi coagulasi positivi dopo la preparazione e per i successivi 7 giorni di vita del prodotto.

Cosa cambia tra il petto di pollo giallo o rosa?

Il colore del petto di pollo viene determinato dal contenuto di pigmenti (mioglobina ed emoglobina), dal tempo trascorso dalla macellazione, dalle condizioni di lavorazione e conservazione, dal tratto muscolare considerato, etc. Lo studio che abbiamo condotto presso il nostro laboratorio ha analizzato le caratteristiche della carne in corrispondenza di colori diversi. In particolare, quella che si presenta rosea e quella di un giallo più timido e che presentano la stessa data di produzione.

Spinaci freschi o congelati: quanti nitrati e vitamine C contengono?

Gli spinaci sono fra gli alimenti più consumati perchè hanno poche calorie, sono ricchi di fibre, vitamine e sali minerali. Le analisi condotte nel nostro laboratorio hanno avuto l’obiettivo di analizzare quali tra i freschi e i surgelati contenessero più nitrati e vitamina C e soprattutto se queste sostanze fossero presenti anche dopo la cottura.

Le uova vanno lasciate fuori dal frigo?

La correlazione fra uova e rischio alimentare è nota, tuttavia il pericolo viene spesso sottovalutato e alcuni comportamenti che lo possono favorire non vengono evitati. Lo studio che abbiamo condotto presso il nostro laboratorio valuta se la temperatura di conservazione delle uova possa influenzare la crescita di salmonelle.

Meglio un estratto o una centrifuga?

Sono bevande buone e fresche che non mancano mai, sia al bar che nelle case degli italiano. Ma qual è il metodo per mantenere più vitamine in queste bevande? Il nostro laboratorio ha analizzato 6 campioni di centrifugati ed estratti per valutarne le differenze nutrizionali. Dallo studio è emerso che quasi sempre gli estratti contengono più vitamine rispetto ai centrifugati.

Quanto è sicuro l’aperitivo che consumiamo al bar?

Per rispondere a questa domanda il nostro laboratorio ha mantenuto gli alimenti nelle condizioni in cui generalmente si trovano quando vengono serviti negli aperitivi, simulando poi lo stesso procedimento al quale i cibi sono sottoposti, come l’esposizione all’aria, il contatto con tovaglioli sopra ai vassoi e il contatto con molte mani che prendono cibo. Lo studio ha valutato quindi la potenziale contaminazione microbiologica e la possibile esposizione ad agenti contaminanti di un classico aperitivo lasciato qualche ora sul banco.

Come conservare la mozzarella di Bufala

Per rispondere alla fatidica domanda “Come si deve conservare la mozzarella di bufala?”, abbiamo realizzato uno studio in laboratorio che dimostra che la mozzarella di bufala conservata fuori dal frigorifero non solo è più buona, ma è anche migliore dal punto di vista nutrizionale. Dalla nostra ricerca, infatti, è emerso che nella mozzarella conservata fuori dal frigorifero, gli acidi grassi (che inizialmente sono saturi) grazie a degli enzimi migliorano la loro natura e diventano precursori di omega 3 e omega 6, con vantaggi dal punto di vista nutrizionale.

Quanto è fresco il pesce surgelato

Qual è la qualità del pesce surgelato che acquistiamo? Per rispondere a questa domanda, il nostro Laboratorio ha condotto uno studio su 10 campioni di nasello, merluzzo e platessa surgelati i cui risultati hanno evidenziato come quasi sempre questi alimenti vengono lavorati a poche ore dalla pesca e i cui tempi di stoccaggio sono decisamente adeguati.

Progetto Compostatore

Lo studio condotto dal nostro Laboratorio ha avuto come obiettivo quello di dimostrare come il compostatore possa rivelarsi un valido strumento in grado di ridurre tonnellate di rifiuti organici ogni giorno, apportando grandi benefici all’intero ambiente. Il compost prodotto può essere impiegato poi come ammendande, riutilizzato nell’alimentazione zootecnica, impiegato per la creazione di un cosmetico ecosostenibile.

Shelf Life Accelerata

La shelf life di un alimento è il periodo entro il quale lo stesso manterrà un livello accettabile di qualità dal punto di vista della sicurezza, della salubrità e della qualità organolettica. E’ possibile adoperare diversi approcci per la determinazione della shelf life di un prodotto e in questo studio il nostro Laboratorio ha adottato uno dei metodi indiretti che consiste nel condurre test di shelf life in campioni nei quali sono stati accelerati i processi di degradazione: ciò permette di abbreviare il periodo di prova aumentando il tasso di deterioramento.

Batteri acetici

Dallo studio condotto dal nostro Laboratorio sui batteri acetici è emerso che si tratta di microrganismi molto esigenti che attivano il loro metabolismo solo in presenza di etanolo. Questo è ben spiegato dal fatto che la loro crescita in piastra è completamente assente in vino imbottigliato dove sia l’attività dei solfiti che quella dei lieviti è sicuramente inibitoria.

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