Oltre all’inquinamento dell’aria di cui si sente spesso parlare, nei centri cittadini viene posta attenzione anche nei confronti dell’inquinamento acustico causato da installazioni nuove o esistenti. La normativa vigente infatti impone di rispettare delle soglie massime di emissioni rumorose consentite, espresse in decibel, differenti per fascia notturna e diurna e che sono oggetto della Valutazione di Impatto Acustico.

Valutazione impatto acustico quando è necessaria?

La valutazione di impatto acustico serve a determinare se l’opera in esame rispetta i limiti di emissione ed immissione sonora stabiliti dalla zonizzazione acustica del comune di appartenenza.

La classificazione acustica del territorio, è effettuata dai comuni ai sensi della Legge n.447/1995 e s.m.i., i quali provvedono alla suddivisione del territorio comunale nelle diverse classi omogenee (attraverso i Piani di Classificazione Acustica), individuate secondo la Tabella A del D.P.C.M. 14/11/97 e ss.mm.ii.

Il D.P.R. 227/2011 richiede in via obbligatoria che la Valutazione di Impatto Acustico sia redatta da un tecnico abilitato per le attività che presentano i maggiori rischi di determinare inquinamento acustico, tra cui:

  • realizzazione di opere pubbliche;
  • creazione di infrastrutture di trasporti;
  • esercizi o locali aziendali in cui debbano essere installati impianti rumorosi;
  • impianti sportivi o ricreativi che prevedano filodiffusione;
  • discoteche e circoli privati.

Vi sono poi altre tipologie di attività che, se non prevedono la diffusione di musica all’interno dei propri ambienti o non organizzano eventi durante i quali venga diffusa musica o vengano organizzati spettacoli musicali, possono essere esentati dall’obbligo di presentazione della valutazione di impatto acustico, tra queste rientrano le attività alberghiere, culturali, i ristoranti, le palestre e gli stabilimenti balneari

Sono normalmente escluse da questo tipo di valutazione tutte le attività produttive, commerciali e professionali, per le quali si considera pressoché nullo il rischio di inquinamento acustico, tra queste a titolo di esempio si riportano studi professionali e medici, centri estetici, laboratori artigianali che producono alimenti, orefici etc.

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Relazione impatto acustico ambientale, a chi rivolgersi?

Le certificazioni di impatto acustico, sulla base di quanto indicato dalla normativa vigente, devono essere redatte da tecnici specializzati ed abilitati allo svolgimento di analisi strumentali e successiva elaborazione dei dati ricavati dal monitoraggio, che vengono solitamente riportate in una relazione di valutazione dell’impatto acustico.

Le misure strumentali necessarie per la valutazione dell’impatto acustico consistono in misurazioni fonometriche eseguite con particolari strumenti denominati per l’appunto fonometri.

Relazione di Impatto Acustico, cos’è e come si fa

La Relazione di Impatto Acustico deve partire dalla misurazione della situazione di rumorosità esistente e legata all’attività investigata. Le misure fonometriche possono essere condotte in fascia diurna, dalle ore  6:00 alle ore 22:00, o in fascia notturna, dalle ore 22:00 alle ore 6:00 a seconda degli orari di operosità  dell’attività produttiva o commerciale da indagare.

La realizzazione deve indicare la destinazione d’uso del locale in cui si eseguono le verifiche. Per tutte le rilevazioni eseguite deve essere realizzato il grafico e i diagrammi degli spettri di frequenza e devono essere indicati tutti gli elementi che possono interferire con le misurazioni.

Essa illustra in conclusione i risultati ottenuti dalle misure strumentali eseguite ed il confronto degli stessi con i limiti di emissione sonora imposti dal comune di appartenenza in funzione della zonazione acustica approvata.

Come previsto da normativa vigente nella relazione di valutazione di impatto acustico deve essere riportato almeno quanto di seguito specificato:

  • indicazione della tipologia di attività;
  • indicazione se si tratta di impianti a ciclo produttivo continuo in base al D.M. 11 dicembre 1996;
  • indicazione della classificazione acustica vigente per l’area sulla quale insiste l’attività e per le zone circostanti, stralcio cartografico della classificazione acustica del territorio; in caso di assenza di classificazione acustica comunale vigente, occorre fare riferimento alla classificazione di cui all’art.6 del DPCM 1/3/1991;
  • descrizione delle principali sorgenti di rumore presenti.
  • descrizione delle caratteristiche temporali di funzionamento diurno e/o notturno specificante la durata, il tipo di funzionamento (continuo, periodico, discontinuo, ecc.) e l’eventuale contemporaneità di esercizio delle diverse sorgenti che danno luogo ad emissioni significative nell’ambiente esterno;