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IMPENNATA DEL REATI NELL’AGROALIMENTARE: L’IMPORTANZA DELLE CERTIFICAZIONI DI PRODOTTO A TUTELA DELLE AZIENDE ONESTE

Cresce il business delle agromafie. A rischio sicurezza alimentare e immagine dei prodotti italiani

Controlli maggiori e più incisivi e pene più severe per i reati agroalimentari vengono richiesti da più parti per combattere un business illegale che nel 2014 ha raggiunto un valore 15,4 miliardi di euro secondo il Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

“Sarebbero almeno 5mila bar, trattorie, ristoranti di lusso, aperibar alla moda, franchising di locali esclusivi nelle mani di mafiosi ma la stima appare in difetto” è scritto nel’ultimo Rapporto sulle agromafie appena presentato a Roma. agromafie coldirettiImportazioni/esportazioni illegali di prodotti agroalimentari sottratti alle indicazioni sull’origine e sulla tracciabilità, macellazione e panificazione clandestine, traffici illegali di alimenti, falsificazione e sfruttamento illegale dei nostri brand sono le attività principali individuate nel Rapporto che mettono a rischio il made in Italy.Migliaia di tonnellate di prodotti e generi alimentari che, attraverso sofisticati meccanismi di alterazione, sofisticazione e contraffazione, sono commercializzati senza esserlo come prodotti tipici italiani o come eccellenze italiane per un valore intorno ai 60 miliardi ma che potrebbe anche essere superiore.

Eppure ogni anno le industrie effettuano controlli per la difesa della sicurezza alimentare per un valore di 2,5 miliardi di euro, come ha sottolineato il presidente di Federalimentare. A difesa dell’immagine del made in Italy è la battaglia sulle etichette trasparenti portata avanti dall’Italia a livello europeo per difendere la sicurezza dei consumatori, come l’ultima per la modifica dellla norma sulla nuova etichetta entrata in vigore lo scorso 13 dicembre che ha reso facoltativa l’indicazione dello stabilimento di produzione.

Subito è stata annunciata la creazione di un gruppo di lavoro specializzato sui reati agroalimentari. Chiaramente il fenomeno dell’agromafia o delle frodi in generale non può essere certo combattuto solo dalla prima linea quali ad esempio gli enti di controllo locali (ASL, NAS ecc) su loro iniziative puntuali ma ci vuole un coordinamento che parta da diversi Ministeri (Sviluppo Economico, Agricoltura, Interno). Il made in Italy agroalimentare è forse uno dei beni più preziosi che abbiamo nel nostro Paese e che produce ricchezza, lavoro, orgoglio nazionale forse più di ogni altra cosa. Se ci impegniamo ad affrontare questa questione in modo ampio al fine di innescare un circolo virtuoso, possono essere chiamate in causa, per un sistema di controlli mirati e diffusi sul territorio, le autorità competenti citate prima (ASL e NAS) ma vale anche la pena di premiare quelle aziende serie, sia di servizi che produttive che decidono di certificare il proprio prodotto o servizio.

Per essere fornitore della GDO ad esempio o per dare visibilità alla propria azienda in termini di qualità, sicurezza alimentare, responsabilità etica o ambientale, le aziende di produzione di alimenti, e non solo, possono decidere di certificare la loro attività/prodotto.

Come fa un’azienda a certificare la propria attività

Sono necessari 3 attori attivi e 1 di controllo: l’azienda che intende certificarsi; una società di consulenza; un ente di certificazione ed infine il tutto è garantito da un ente super partes che controlla le regole del gioco. In Italia questo organismo si chiama Accredia (ente unico di accreditamento designato dal Governo italiano). Accredia accredita gli organismi di certificazioni abilitati a controllare il rispetto della normativa e dei disciplinari di produzione. Ciò a tutela della salute dei cittadini e a salvaguardia del sistema produttivo italiano.

La cosa però più importante è saper scegliere fra le diverse opportunità che il mercato offre in termini di società di consulenza o enti di certificazione. Uno dei parametri sicuramente più importanti è l’esperienza in questo settore che una società si è fatta negli anni di una società e che può essere sinonimo di garanzia del servizio che offre. Altro parametro di valutazione è la presenza di un laboratorio per le analisi sugli alimenti che sia accreditato Accredia. Infine la presenza di una o più certificazioni volontarie quali quelle del sistema ISO o altre, certificate da Enti seri a loro volta accreditati da Accredia. Il sistema delle certificazioni può sembrare a volte un bosco fitto dove si ha la sensazione di perdere solo tempo e denaro, ma con i giusti partner e la giusta comunicazione possono diventare quel plus commerciale che permette di aprire alcune porte. Avere una valutazione di conformità accreditata funziona come un vantaggio competitivo e un accesso più incisivo al mercato nazionale e estero dove in tal modo non è necessario superare controlli aggiuntivi. Per questo è però fondamentale scegliere un approccio costruttivo e semplificativo che solo consulenti di esperienza sanno offrire.

By | 2018-03-19T14:57:20+00:00 21 gennaio 2015|

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